Ganci, quel rigore nel derby che valse la salvezza del Pavia
l'ex azzurro«Di Pavia ha un bellissimo ricordo sia per i gol segnati, sia per il gruppo di giocatori con cui ho disputato quell'annata». Massimo Ganci è stato l'attaccante più profilico dell'ultima fase di storia azzurra, con le 16 reti messe a segno nel 2017-18, il primo campionato in D dopo la retrocessione dalla Lega Pro, con la guida in panchina di Omar Nordi. Al termine di quell'esperienza, l'addio al Fortunati per trasferirsi all'Hamrun Spartans, massima serie maltese, e poi fare ritorno in Italia, al Crema, mentre il Pavia sprofondava in Eccellenza.«Sono state belle parentesi sia a Malta che in una società seria come il Crema - sottolinea Ganci -. Quest'anno ho iniziato in Eccellenza al Barletta, ma non mi sono trovato bene e sono quindi approdato al Pomezia, sempre nella stessa categoria, realizzando 10 gol in 11 partite prima dello stop dei campionati». Tornando al Pavia, l'ultimo bel ricordo di Ganci è il rigore segnato all'OltreVoghe nel derby al Fortunati che sancì la salvezza con un turno d'anticipo per gli azzurri e la condanna dei cugini-rivali ai play out. «Il rimpianto di quella stagione è che si sarebbe potuto fare qualcosa di più - dice l'ex attaccante azzurro - Il problema era l'ambiente, non ho peli sulla lingua e posso dirlo tranquillamente: mi riferisco alla società. Secondo me il calcio deve praticarlo chi lo ha vissuto da dentro e non si può pensare di fare contemporaneamente il presidente, direttore sportivo, allenatore. Ci devono essere varie componenti, proprio questo è mancato al Pavia di quell'anno per programmare la stagione successivo. Che poi, non a caso, è terminata nel modo che tutti conoscete». Nordi aveva a disposizione un gruppo giovane che avrebbe potuto crescere. «Abbiamo pagato l'inesperienza - analizza a freddo Max Ganci -. Quelli più esperti eravamo io e Rocco Sabato, poi è arrivato a gennaio Acampora. Il resto era fatto di tanti giovani bravi, ma che avevano bisogno di maturare e in prospettiva potevano far bene con il Pavia se ci fosse stata una programmazione seria. Invece si trattava del solito progetto a breve che adesso va tanto di moda. Sono convinto che con più tempo a disposizione quella squadra sarebbe potuta arrivare ai play off in D». --Enrico Venni