Ipotesi tassa di solidarietà la maggioranza è contraria
Luca Monticelli / romaCome se la temperatura all'interno della maggioranza non fosse già abbastanza alta dopo l'accordo all'Eurogruppo sul Mes, a surriscaldare di più il clima ha pensato il Pd lanciando la proposta di una Covid tax. Una sorta di mini patrimoniale sui redditi alti in grado di raccogliere le risorse per aiutare le persone che soffrono la crisi. L'idea, che ha colto di sorpresa Zingaretti, è del presidente dei deputati, Delrio, e del capogruppo in commissione Bilancio, Melilli, che all'ora di pranzo diffondono una nota per promuovere un contributo di solidarietà che i cittadini con redditi superiori a 80mila euro dovranno versare nel 2020 e nel 2021. «La somma sarà progressiva e deducibile, partirà da alcune centinaia di euro fino ad arrivare ad alcune decine di migliaia per i redditi superiori al milione», spiegano i due esponenti dem. Il gettito atteso da questa misura è di 1 miliardo e 300 milioni annui, una cifra capace di venire in soccorso «a tutti coloro che versano in situazioni di povertà o di grave difficoltà per la perdita completa del reddito come i giovani lavoratori autonomi». L'iniziativa spacca la maggioranza. Italia Viva e M5S la bocciano senza appello. «Dai nostri partner in 24 ore ho sentito no alla riapertura graduale delle imprese, no al Mes e sì alla patrimoniale. Auguri Italia», twitta il presidente di Iv, Rosato. Luciano Nobili, altro renziano di ferro, liquida la proposta come «una follia». Il capo politico M5S, Crimi, alza il muro: «Non è il momento di chiedere altri sacrifici agli italiani, rimaniamo contrari a qualunque forma di patrimoniale. Le risorse le dobbiamo trovare dentro il Paese, ridiscutendo interventi non necessari come la Tav e chiedendo a Bruxelles strumenti nuovi». Il vice ministro dello Sviluppo economico, Buffagni, è categorico: «Il prelievo lo facciano dal loro stipendio, come facciamo noi». Possibilista Leu: Fratoianni è d'accordo sul principio, ma chiede un confronto. Coro di no dal centrodestra. Salvini, già in guerra con Conte e Gualtieri sul fondo Salva stati, coglie l'assist offerto dal Pd per rafforzare la sua campagna elettorale permanente: «Questi sono pericolosi, sono matti, li fermeremo», attacca. Quanto a barricate verso qualunque ipotesi di patrimoniale, Fi gioca sul suo terreno preferito. Tajani sceglie l'ironia per controbattere: «È inaccettabile, non c'è bisogno di un nuovo sceriffo di Nottingham». Per Giorgia Meloni è «l'ennesimo scempio, poiché i soldi non arriveranno dall'Europa vogliono prenderli nei conti dei cittadini». La proposta di Delrio e Melilli è stata annunciata con un comunicato che includeva una excusatio non petita: «Il gruppo Pd della Camera è in piena sintonia con il partito». La covid tax è stata colta al Nazareno con freddezza dal segretario Zingaretti sorpreso da quella che viene bollata come una iniziativa unilaterale non concordata con la segreteria. In serata è il premier Conte a mettere la parola fine: «È la prima volta che sento di questo contributo di solidarietà. Non ne abbiamo parlato al tavolo dei capi delegazione, il governo non ha fatto propria nessuna proposta del genere e non la vedo all'orizzonte». --© RIPRODUZIONE RISERVATA