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l'intervistaGiovanni ScarpaLe strade deserte e silenziose come a Ferragosto, l'affetto della gente che avrebbe voglia di scambiare due chiacchiere più di prima, il doppio dei pacchi consegnati come se fosse Natale. E quella paura di uscire tutti i giorni per andare a lavorare, sconosciuta e impensabile fino a due mesi fa. E' fare il portalettere al tempo del Covid-19. Fabio Russo, 35 anni, milanese trapiantato a Zerbolò. Una compagna e un figlio di 3 anni. Il pensiero fisso è per loro, soprattutto, mentre tutti i giorni, consegna corrispondenza e pacchi fra Certosa e Borgarello.Come è cambiato il lavoro del postino in queste settimane di pandemia?«E' strano. Recapitiamo più pacchi che sotto Natale, ma a girare per le strade sembra Ferragosto. Anzi, d'estate c'è più gente in giro in condizioni normali...».Ha paura? Il suo è uno di quei lavori in cui lo smart working non è possibile...«Certo non si può dire di essere tranquilli. Il mio pensiero, soprattutto, va alla mia famiglia tutte le volte che esco. Speriamo passi in fretta».Almeno, però, è da solo a consegnare la corrispondenza. E' un vantaggio, no?«Io arrivo alle 7.30 al centro di distribuzione di viale Brambilla. Lì ci sono anche altri colleghi. Ma tutti a distanza di sicurezza e dotati di mascherina e guanti. Poste Italiane ha adottato sin da subito le necessarie misure di sicurezza per i lavoratori, compresa la sanificazione della sede e dei mezzi che usiamo. Poi carico il furgone con la corrispondenza e parto per le mie destinazioni. E sì, sono da solo allora».Il traffico non esiste più...«Ad uscire da Pavia sembra un sogno. Solo auto delle forze dell'ordine, il silenzio irreale rotto dalle sirene di qualche ambulanza. Ma, sinceramente, vista la situazione, lo rimpiango il caos di macchine».Quando ha avuto la percezione che qualcosa stava cambiando?«Un pò come tutti, credo. A gennaio pensavamo che il coronavirus fosse un problema solo della Cina. Poi, poco a poco, il virus è arrivato anche da noi. Ho iniziato a temere il peggio quando c'è stato il primo caso a Codogno e tutta l'area è diventata "zona rossa". Io facendo un lavoro dove sto a contatto continuo con la gente, ho cominciato a pensarci. Arriverà anche qui a Pavia? In fondo siamo ad un tiro di schioppo».Infatti è arrivato...«Sì. E l'impatto nel nostro lavoro, come in tanti altri comunque, si è sentito. Io faccio il portalettere in piccoli paesi. C'è un contatto diretto con la gente, familiare. Si porta la corrispondenza, si scambia una battuta. Ci si conosce un po' tutti. Ora dobbiamo fare tutto a distanza. E alle persone manca questo. A volte gli viene istintivo avvicinarsi. Ma poi si bloccano».Niente firme per raccomandate o documenti?«No, naturalmente. Le modalità sono cambiate. Al fine di assicurare la distanza interpersonale di 1 metro ed evitare i contatti da parte dei dipendenti con la clientela a reciproca tutela, il decreto legge Cura Italia ha modificato la consegna dei prodotti di posta registrata. La consegna viene effettuata in cassetta senza la firma da parte dell'incaricato al ritiro. Il portalettere deve contattare il cliente al citofono, informarlo della spedizione, accertarsi della volontà di ricevere la corrispondenza, e immettere l'oggetto in un luogo sicuro: cassetta della posta, androne del palazzo, giardino dell'abitazione. La firma verrà apposta dal portalettere .I termini di giacenza per gli invii raccomandati e assicurati sono estesi da 30 a 60 giorni. Nel caso in cui non venga rintracciato il cliente, non si possa inserire la spedizione in nessun luogo sicuro o per tutti gli oggetti che prevedono lo scambio di denaro o il riconoscimento del destinatario, come ad esempio contrassegni, patenti, carte d'identità, passaporti, il prodotto viene inviato e rimane in deposito presso l'ufficio postale dandone notizia al cliente con avviso di giacenza. E' raddoppiato anche il volume dei pacchi. Per la provincia di Pavia siamo passati da una media giornaliera di 800 pacchi nel 2019, ai 1700 attuali con giornate in cui si raggiungono picchi di 2000 pezzi. E' il boom dell'e-commerce: in tanti comprano on line da casa».E' cambiato l'atteggiamento delle persone nei vostri confronti?«Sì, direi di sì. Mostrano grande affetto e gratitudine nei confronti di noi portalettere. Capiscono mai come ora che il nostro lavoro è fondamentale. Ci considerano essenziali. E ci ringraziano». --