Garlasco, per la prima volta salta la sagra della Bozzola

Sandro Barberis / garlascoPioggia e freddo non l'avevano mai fermata, intere generazioni di garlaschesi e lomellini non ricordano un Pasqua ed un lunedì dell'Angelo senza.A far saltare per la prima volta la sagra della santuario della Bozzola di Garlasco però ci ha pensato il Covid. Niente bancarelle, niente panino con la salamella. Rinviato al 2021 l'arrivo dei 30mila fedeli che ogni anno raggiungevano il santuario mariano di Garlasco. E le messe saranno solo in streaming. Cambia così volto uno degli appuntamenti sacri più attesi e partecipati della Lomellina. Sacro, ma anche profano perché da decenni il lunedì di Pasquetta è sinonimo anche di giostre, bancarelle e pic nic vicino al santuario mariano di Garlasco. Il santuario la definisce, in maniera ufficiale, «la tradizionale sagra del lunedì dell'Angelo». Un'usanza che affonda le radici nei tempi che furono: «Ci vorrebbe una ricerca storica più ampia - spiegano dal Santuario - per ricordare con precisione l'inizio di questa tradizione». A memoria a Garlasco però nessuno ricorda un annullamento della sagra. «Ci sono sempre andato, fin da quando ero bimbo» ricorda il sindaco Pietro Farina, 68 anni. «L'emergenza Covid - specificano dalla diocesi di Vigevano - ha stravolto tutto. La precedenza ovviamente è alla risoluzione dei problemi di salute pubblica». la storia del santuarioIl santuario mariano della Bozzola, la Regina della Lomellina dal settembre 1465 quando la Madonna fece riacquistare la parola ad una 13enne muta. In poco tempo vicino al punto dell'apparizione miracolosa venne costruita una cappella, già un secolo dopo gli archivi diocesani riportano della nascita di una chiesa che si amplia tra '500 e '600 con la donazione dei feudatari di Garlasco, i Castiglioni e le offerte della Curia di Pavia. L'attuale conformazione del santuario risale all'800: nel 1843 è stata edificato il braccio sinistro del santuario, nel 1860 c'è stato l'allungamento della navata centrale che ha dato al santuario l'attuale aspetto esteriore. la lettera del vescovoMesse, veglie, preghiere ed iniziative pasquali cambiano in tutta la diocesi. Tanto che il vescovo Maurizio Gervasoni ha inviato una lettera aperta ai parroci e ai fedeli. Pagine in cui il vescovo spiega come svolgere e seguire le funzioni «cercando di trasmetterle e diffonderle il più possibile co n le riprese video» evidenzia il vescovo in un passo della lettera. Tutte le cerimonie saranno, come da decreto, a porte chiuse. E nella lettera monsignor Gervasoni apre con un consiglio ai fedeli. «Dobbiamo prepararci spiritualmente a vivere una Settimana santa decisamente alternativa» scrive il vescovo. --