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paviaQuesto 2020, vecchio di soli tre mesi, non è e non sarà un anno normale. L'estensione della zona rossa a tutta la nazione è l'ultimo provvedimento presente nel decreto emanato dal governo che ci obbliga a restare rinchiusi nelle nostre abitazioni. In questa situazione il web si è dimostrato un valido supporto per sperimentare nuove forme di studio e di lavoro, modalità che solo qualche mese fa parevano impensabili. Ne sta traendo giovamento l'ambiente: proprio per l'obbligo di non uscire di casa, il traffico si è ridotto e quindi anche l'inquinamento e l'emissione di polveri sottili. Il web ci ha permesso anche di valicare i muri delle nostre case, facendoci sentire una collettività: sono infatti molti i flash-mob condivisi sui social media e che raccolgono sempre alti livelli di adesione. Si pensi a quello che invitava a diffondere ad altissimo volume da ogni casa l'inno d'Italia oppure all'applauso collettivo per ringraziare i medici, gli infermieri e i vari operatori sanitari che stanno lavorando senza sosta, notte e giorno, per salvare vite e combattere l'epidemia.Questo periodo di reclusione forzata per noi ragazzi è anche un sacrificio. Cadere nella noia è facile e i giorni si susseguono l'uno dopo l'altro in un ritmo monotono. Le mattinate sono scandite dalle video lezioni con le quali possiamo parlare con i compagni di scuola e confrontarci con gli insegnanti; di pomeriggio il tempo è invece dedicato ai compiti. La cosa strana e non affatto piacevole è che i weekend sono molto simili ai giorni feriali. Neanche il calcio ci viene in aiuto. È proprio vero che la mancanza di libertà ne fa apprezzare maggiormente il valore. La voglia di tornare ad una vita "normale" si fa sempre più impellente: ma se i cittadini continueranno a trasgredire le restrizioni disposte dal governo (sono migliaia le persone denunciate), ciò non potrà avvenire in tempi brevi. L'unico modo per uscire da questa situazione è affrontarla tutti insieme responsabilmente. Intanto possiamo sbizzarrirci a raggiungere luoghi esotici e diversi, gli amici, i parenti vicini e lontani, navigando su internet. E questa volta, né mamma né papà, né tanto meno i professori, potranno dirci qualcosa. RICCARDO ZACCHETTI