Lucchetti: «A Voghera mi avete insegnato che si cresce soltanto facendo sacrifici»

VOGHERANella storia centenaria della Vogherese, Maurizio Lucchetti ha scritto pagine indimenticabili e ancora oggi riceve testimonianze d'affetto da Voghera.I tifosi storici del club rossonero ne hanno ammirato le gesta nel tridente d'attacco completato da Sannino e Colloca, che esaltava il pubblico della Voghe negli anni '80. Oggi il "Lucchi" ha 60 anni e allena il Calcio Romanese, formazione bergamasca inserita nel girone C di Eccellenza: «Sono subentrato l'anno scorso, a febbraio, e abbiamo raggiunto una salvezza quasi miracolosa ai play out. Oggi siamo quarti in classifica, con un gruppo molto giovane, che brilla per impegno e volontà».La Vogherese rievoca dolcissimi ricordi nel bomber di Crema: «Mi vengono subito in mente i miei compagni, con cui c'era un rapporto molto forte. Con Sannino in particolare eravamo come fratelli, ne abbiamo combinate tante col Beppe in campo e fuori», sorride Lucchetti. In maglia rossonera dal '78 all'83, Lucchetti vinse il campionato di Serie D nel 1981. «Sono arrivato a Voghera, storcendo un po' il naso. Avevo già esordito in C nel Pergocrema, poi mi ero trasferito, sempre in C, alla Nuova Igea di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina. A novembre, mi venne prospettata l'ipotesi di passare a Voghera, in quarta serie, dove ci si allenava alla sera. La mia diffidenza iniziale sparì subito, una volta che entrai in sintonia con i miei compagni. Il pubblico di Voghera e i "senatori" del gruppo mi presero sotto braccio. Ero giovane, e capii subito l'importanza di fare sacrifici per poter raggiungere grandi risultati. Dopo il campionato vinto in D abbiamo fatto due ottime stagioni di C2, e con il regolamento attuale avremmo centrato i play off».Dal punto di vista tecnico, il tridente Lucchetti-Sannino-Colloca viene indicato dagli aficionados della Voghe come il più forte di tutti i tempi. "Il Lucchi" ne svela i segreti: «Avevamo tutti e tre caratteristiche diverse che si assemblavano alla perfezione. Beppe era veloce ed elegante, il "Petisso" (soprannome di Colloca) era un formidabile opportunista, e io univo doti tecniche e fisiche. Il pubblico ci adorava, arrivai a Voghera all'età di 18 anni e la città mi adottò come un figlio. Voglio citare due miei grandi amici vogheresi, il "Macho" Barbieri, giornalista e fotografo, e Angelo Carbone, magazziniere tuttofare, a cui ho voluto regalare la mia maglia incorniciata in occasione della festa per i 100 anni della Voghe».Dopo l'esperienza di cinque anni in rossonero, Lucchetti si è affermato nel calcio professionistico, imponendosi tra Serie C1 e B, con le maglie di Legnano, Lanerossi Vicenza, Cosenza, Salernitana e Lecco, chiudendo la sua carriera nell'Oltrepo. "Ho vinto tanti campionati, e con gli anni ho raggiunto la definitiva maturazione. A Vicenza, ho acquisito grande consapevolezza nelle mie qualità, e a Cosenza, ho fatto un altro passo avanti come maturità, ed ero io che aiutavo i più giovani. Giocavamo davanti a 30mila persone, e in quel contesto ambientale mi sono temprato caratterialmente. Ho fatto una parte del mio percorso calcistico con Claudio Lombardo, un caro amico che ho conosciuto a Voghera, e che ho avuto come compagno anche a Cosenza e Salerno».Lucchetti ha riannodato il filo sentimentale con la Voghe nel 2000, per una breve parentesi da allenatore in D, conclusa con un esonero:«Accettai la proposta dopo aver parlato con Ferruccio Chiesa, ma avevo intuito che c'erano dei problemi nell'indirizzo societario. Alla Voghe, però, non potevo dire di no». -- Alessandro Quaglini