Decreto "cura Italia" da 25 miliardi E in aprile ne arriverà un altro
Carlo Bertiniroma. Il governo spara tutte le sue munizioni subito. Il decreto "cura Italia" varato stanotte sale dai 18 previsti a 25 miliardi di euro. Ma l'altra notizia è che un secondo decreto sarà messo in campo ad aprile con un'altra pioggia di miliardi, da reperire grazie al buon cuore dell'Europa, per far ripartire i cantieri e dare ristoro a chi è finito in ginocchio per colpa del virus.Dai superpoteri per il commissario Domenico Arcuri, che potrà requisire immobili per farne degli ospedali, a 4 miliardi per la cassa integrazione estesa a tutti. Da un bonus baby sitter di 1.000 euro per medici e infermieri, alla consegna delle raccomandate senza firma per evitare i contagi. Dalle mascherine per il popolo dei reclusi, all'arruolamento di 20mila tra medici e infermieri. Ma non solo: misure per proteggere gli autisti di scuolabus, tassisti e postini. Rimborsi di viaggi perduti e degli spettacoli, sostegno all'editoria.Nodo autonomi È una manovra economica a tutto campo, densa come la legge di bilancio, il decreto antivirus da 25 miliardi messo in campo dal governo. Proprio questo profilo omnibus non garba alla Lega, che avrebbe voluto solo misure ad hoc, tra cui un anno fiscale in bianco per le piccole imprese. Ma il governo punta a un voto bipartisan in un clima unitario e concede a Salvini varie richieste: sospensione dell'Iva fino a 2 milioni di fatturato e cassa integrazione anche per aziende piccolissime sotto i 5 dipendenti, ma niente rinvio di plastic e sugar tax. Solo un rialzo del bonus autonomi da 500 a 600 euro, che non basta però. Neanche ai renziani, che con la Bellanova sollevano il problema di autonomi e professionisti troppo penalizzati. Tema sollevato anche da Forza Italia.I capisaldi La maxi-manovra del governo impiega tutte le risorse concesse dall'Europa come extradeficit dei conti pubblici italiani. Si struttura su quattro capisaldi. 1) Finanziare con circa 3 miliardi il potenziamento del sistema sanitario nazionale e della Protezione Civile. 2) 10 miliardi per il sostegno all'occupazione e ai lavoratori per la difesa del lavoro e del reddito, affinché nessuno perda il lavoro per il virus. 3) Iniezione di liquidità nel sistema del credito per garantire 340 miliardi all'economia reale, con la sospensione delle rate di prestiti e mutui. 4) Sospensione degli obblighi di versamento per tributi, contributi e di altri obblighi fiscali. E quindi, sospensione nel 2020 dei mutui prima casa non legata all'Isee ed estesa anche agli autonomi, congedo speciale pari al 50% della retribuzione o voucher babysitter per i genitori, cassa integrazione in deroga allargata a tutti i settori, indennità di 600 euro riconosciuta a professionisti e partite Iva.La notte Per ore è andato avanti il preconsiglio, la riunione dei capi di gabinetto dei ministeri, per limare i 130 e passa articoli, condotta per la prima volta nella storia dal titolare dell'Economia, Roberto Gualtieri, a riprova di quanto il momento eccezionale scardini le liturgie dei Palazzi. E come ogni manovra pure questo decreto attira sul suo groviglio di articoli forti delusioni. Ore della vigilia comunque dense di polemiche, con il governatore della Lombardia sugli scudi contro i palazzi romani, rei di non aver capito bene cosa succede al nord. E con il premier che lo chiama e si affretta poi a telefonare anche all'ospedale di Bergamo per testimoniare la vicinanza del governo a chi vive giorni di dramma.Il "ni" delle destreAlla destra, che risfodera le armi riposte finora, tenendole in serbo per la partita in Parlamento, sono diverse le cose che non vanno bene. «Più soldi per i lavoratori in trincea e gli autonomi», è il grido di battaglia della forzista Bernini. Pur apprezzando l'ammontare, Brunetta e gli azzurri stoppano «evidenti disparità di trattamento a sfavore dei lavoratori autonomi e dei liberi professionisti». Il più chiaro è Maurizio Gasparri. «Il decreto non dà garanzie adeguate a imprese, commercio, partite Iva, lavoro autonomo, artigiani. Non ci siamo. Non esiste un'Italia di serie B». E la destra bolla pure come insufficiente «la mancia» di 100 euro di premio «agli eroi di questa emergenza che stanno in prima linea». Quindi, «non è scontato il nostro voto», annuncia la Gelmini. --© RIPRODUZIONE RISERVATA