Il "doge" Dionisi ha la Voghe nel cuore
VOGHERA. Nel 1999, Alessio Dionisi era un giovane difensore di belle speranze, che cercava nella Vogherese il trampolino di lancio verso una carriera luminosa. Arrivava dalla Berretti del Siena, e rimase a Voghera per sei anni, sino al 2005. Il suo percorso da calciatore si è sviluppato tra serie D e C, mentre la sua traiettoria da allenatore ha vissuto un'ascesa più rapida e gratificante: oggi Alessio, 40 anni ad aprile, guida il Venezia, ed è il tecnico più giovane dell'intera serie B.«Quando ho iniziato ad allenare in D all'Olginatese, sei stagioni fa, mai avrei pensato di poter arrivare cosi in alto in poco tempo. Sto vivendo un'esperienza fantastica a Venezia, sotto tutti i punti di vista, ma so anche che il calcio è molto veloce a darti e può essere altrettanto veloce a toglierti. Non guardo troppo al futuro, voglio continuare ad allenare, con la priorità di mettermi in discussione e di migliorarmi ogni giorno». Alessio rivisita con emozione i sei anni trascorsi a Voghera, una "palestra" in cui si è fortificato: «I ricordi sono bellissimi, anche se non riuscimmoa centrare l'obiettivo di vincere il campionato di D. Mi tengo stretti i rapporti umani che ho instaurato, sei anni non sono un'esperienza passeggera, mi hanno arricchito molto e mi hanno aiutato ad essere la persona che sono oggi». Il mondo attorno a Dionisi, rispetto agli anni in maglia rossonera, è cambiato completamente, ma il tecnico quasi 40enne vuole conservare una piccola dose di spensieratezza: «Più si sale, e più è difficile essere spensierati, per le aspettative, le attenzioni e le critiche che ti circondano. Io, però, credo che un po' di sana spensieratezza ci aiuta ad affrontare meglio i problemi di tutti i giorni». Sono due i capisaldi nel suo pensiero di allenatore, il confronto costante e l'essere credibili di fronte alla squadra: «Quando parlo di confronto, mi riferisco anche allo scambio di idee con le persone che incontro al bar. Ogni persona che la pensa diversamente può darmi uno spunto in più di riflessione, per questo è essenziale sapersi mettere in discussione. Poi c'è il confronto quotidiano con la dirigenza, i componenti dello staff e i giocatori. Nel rapporto con la squadra, la qualità che ritengo fondamentale è la credibilità, e la acquisisci raggiungendo il risultato sul campo attraverso la proposta settimanale negli allenamenti. Il risultato è figlio di tanti fattori, ma l'identità di una squadra si costruisce ogni giorno con il lavoro che si fa in settimana».Le tappe in panchinaOlginatese, Borgosesia e Fiorenzuola in D, poi un anno eccellente con l'Imolese in C, sono le tappe che hanno spalancato la prestigiosa chance del Venezia a Dionisi, che rileva l'importanza della sua gavetta: «Io dico che l'esperienza non si può comprare, tutto quello che ho fatto costituisce un bel bagaglio e una spinta in più per fare sempre meglio». Come tutti, anche Alessio, con il suo Venezia, sta vivendo giorni non facili: «Ora la priorità è la salute, quindi facciamo tutti delle rinunce e stiamo a casa per superare in fretta questo momento». Il Venezia insegue la salvezza nel torneo cadetto: «I risultati non rispecchiano le nostre prestazioni, ma solo per demerito nostro. Peccato per l'ultimo periodo di gioco, in cui abbiamo raccolto un punto in tre partite, in un'oggettiva condizione di difficoltà con 5 difensori indisponibili».--Alessandro Quaglini