Tanti Comuni sospendono le rette di nidi e materne
VIGEVANO. Questo mese non si pagheranno nidi e servizi di pre e post scuola. Alcune amministrazioni hanno già deciso di farle, altre si stanno muovendo in questo senso, cercando di capire quali siano i margini lasciati anche dai contributi regionali, cosiddetti "nidi gratis", che in alcuni casi arrivano a coprire anche il 30% della spesa per i nidi. La prima amministrazione a prevedere che a marzo non si paghi il nido è quella di Dorno assieme a quella di Sant'Angelo Lomellina.«Nella seduta di giunta comunale di martedì - spiega il sindaco Francesco Perotti - abbiamo deliberato la sospensione del pagamento della retta di frequenza dell'asilo nido comunale e dei servizi di pre e post scuola materna per il mese di marzo. Si tratta di un aiuto concreto alle famiglie che in mancanza di questa offerta solitamente garantita hanno dovuto provvedere in altro modo».A Parona la protesta è partita dall'opposizione. Il consigliere di minoranza Renato Soffritti ha presentato ieri mattina un'interpellanza in cui chiedeva.«Vorrei sapere - scrive - se l'amministrazione ha intrapreso iniziative per capire se è possibile chiedere l'indennizzo dei docenti tramite strumenti quali la cassa integrazione o altro. Inoltre chiedo se l'amministrazione ha intrapreso iniziative per evitare o ridurre il pagamento della retta ai genitori o ai parenti di bambini che frequentano la scuola nei giorni in cui è chiusa per l'emergenza». La decisione è già stata presa ma deve solo essere ratificata.«Non intendiamo - dice il sindaco Marco Lorena - far pagare le rette di questo mese. Non siamo ancora riusciti a redigere la delibera, per questioni di tempo». Il sindaco di Sant'Angelo Lomellina Matteo Grossi invece "motu proprio" ha sospeso il pagamento della retta. «Un atto dovuto» ha spiegato. Proposta simile arriva dalle opposizioni anche a Cassolnovo. È il consigliere di minoranza Matteo Andreoli a scrivere: «Chiedo che vengano presi i provvedimenti inerenti il pagamento della retta dell'asilo nido comunale, che mi hanno riferito alcuni genitori essere ridotto al 50%. Molti hanno dovuto anche ricorrere a baby sitter, creando un aggravio sui bilanci famigliari. Altre strutture private già nel mese di febbraio hanno effettuato una riduzione della retta mensile, quindi non trovo corretto che la cooperativa percepisca il 75% della rata, dal momento che percepisce un contributo anche dal Comune». Sulla questione il sindaco Luigi Parolo è possibilista:«Ce ne occuperemo nei prossimi giorni - dice- ma dobbiamo vedere anche cosa succede con la misura nidi gratis. L'obiettivo è quello comunque di agevolare le famiglie di Cassolnovo». Stessa posizione ha il Comune di Gambolò che ieri ha discusso del tema in giunta e che sta valutando la possibilità. --