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la storiaHa 81 anni, per 40 è stato medico condotto a Belgioioso e adesso torna a mettersi a disposizione della sua comunità. Dante Balloni è ancora, per tutti, "il dottore", nonostante 16 anni fa avesse deciso di andare in pensione perché insofferente alle procedure digitali, per non fare il burocrate dietro a un computer.pronto a rientrareOra, in una situazione di emergenza, con un'epidemia che si fatica ad arginare, il numero dei contagiati in aumento, il sistema sanitario a rischio collasso, torna a dare il proprio contributo. Per visite a domicilio, ma anche per certificazioni e controlli sanitari. E il sindaco Fabio Zucca lo ringrazia «per questo gesto di grande solidarietà». Balloni ha deciso di non farsi fermare dai suoi 81 anni suonati, età che lo fa rientrare nei soggetti maggiormente a rischio, nella fascia degli over 65, quella presa di mira dal Coronavirus. Paura? «Nessuna», risponde senza esitazione. Con quello sguardo fiero e deciso che non lo ha mai abbandonato. «Mi metto a disposizione di chi ha bisogno, so ancora fare il medico. Non posso scrivere ricette, ma posso effettuare una prima visita, qualora gli altri medici di base siano in difficoltà. Siamo in una situazione d'emergenza, mai vista prima. E io mi sento in dovere di dire che ci sono e che si può contare su di me se si verificasse la necessità».esperienza e passioneSi può contare sull'esperienza di questo medico che è stato un riferimento per generazioni di belgioiosini che ha saputo curare con competenza e serietà. Ma anche con tanta passione. Un amore, quello per la sua professione, che non lo ha mai abbandonato. Neppure ora. «La medicina è la mia vita», ammette Balloni, padre di tre figli, nato e cresciuto a Belgioioso dove ha sempre svolto la sua professione raggiungendo la quota dei 2mila mutuati, scesi poi a 1.710 quando era cambiata la normativa. Qui, in questo centro che è il più grande della Bassa e, nonostante gli oltre 6.200 abitanti, è riuscito a mantenere le caratteristiche tipiche del paese senza diventare comune dormitorio, lo conoscono tutti. E per tutti è ancora un riferimento. E lui il camice non lo ha voluto del tutto riporre nell'armadio. Ha sempre dato il suo apporto, rigorosamente in modo gratuito, anche alle manifestazioni sportive. «A Belgioioso, al momento, il Coronavirus non ha ancora fatto sentire i suoi effetti e problemi non si sono verificati - fa sapere Balloni -. Ma il contagio avviene in modo molto veloce ed è per questo che potrebbe essere utile una presenza in più sul territorio, piuttosto che costringere altri medici, peraltro già in difficoltà, a raggiungere il nostro paese. Sono stato per 40 anni medico condotto, ma anche ufficiale sanitario e posso ancora occuparmi di medicina pubblica, effettuando, se necessario, certificazioni e controlli sanitari. Mi occupavo di medicina nelle scuole e nelle case di riposo. È chiaro che posso effettuare ancora visite a casa e fare una prima diagnosi. Ma non posso assolutamente scrivere ricette, nonostante sia ancora iscritto all'ordine». Parla poi di "emergenza seria» e sottolinea la necessità di evitare «situazioni di contagio». fiducia«Per il vaccino ci vorrà ancora parecchio tempo, senza dimenticare il periodo necessario alla sperimentazione - spiega -. I ricercatori italiani e francesi sono sempre stati i migliori in materia di profilassi delle malattie infettive, ma in Italia hanno scarse risorse economiche a disposizione. Si spera quindi che un'accelerazione arrivi dagli Stati Uniti che hanno iniziato a fare i conti con l'epidemia da Coronavirus e hanno i mezzi per spingere sulla ricerca. In attesa di un vaccino, bisogna stare attenti ed evitare il contatto con gli altri. Non abbiamo farmaci specifici e l'antibiotico può evitare complicanze, ma non serve a combattere il virus». Poi ammette: «Non ho mai visto una situazione del genere. Quando iniziai, per fortuna quasi tutte le malattie infettive erano scomparse». «Tutta la città ringrazia questo medico storico - dice il sindaco Zucca -. Ha sempre messo gli interessi dei cittadini davanti ai propri e ha dimostrato, anche in questa occasione, con un forte senso di appartenenza alla collettività. Lo scorso settembre, su proposta del consigliere Piero Costa, il Comune gli aveva consegnato un attestato, in riconoscere del suo operato». --Stefania Prato