Trovato senza vita sul letto, era morto da 3 mesi

VIGEVANO. Un odore acre che non puoi non sentire e di cui non ti puoi liberare. Eppure nessuno se n'è voluto interessare. Antonio De Fina, 78 anni originario di Potenza, giaceva morto sul letto di casa da quasi tre mesi. Lo hanno trovato ieri mattina i vigili del fuoco di Vigevano, allertati dall'ex moglie che non lo sentiva da tre mesi. I due non vivevano più insieme da tempo, e, viste le circostanze, si parlavano raramente. Ma tre mesi di silenzio sono sembrati troppi anche alla ex compagna, che ha lanciato l'allarme ai pompieri, che, ieri mattina, si sono trovati di fronte a una scena da film horror.L'uomo era disteso sul letto, già in avanzato stato di decomposizione, tanto che le autorità non sono riuscite a definire se indossasse un pigiama o dei normali indumenti. L'uomo è morto per cause naturali, molto probabilmente per un infarto. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono intervenuti anche i carabinieri della compagnia di Vigevano. Il cortileL'appartamento, che si trova in fondo al cortile di via Riberia 26, non mostrava segni di effrazione, elemento che ha permesso di scartare sin da subito l'ipotesi di omicidio.All'interno sono stati trovati anche escrementi di cane, anche se del cane non c'era traccia. De Fina viveva al piano terra di una palazzina a schiera. Intorno abitano molti stranieri, ma sui citofoni della palazzina si leggono quasi tutti cognomi italiani. Nel cortile ci sono una sedia, alcune piante e biciclette da bambino. Ma nessuno, né vicini né amici, sembra aver notato la scomparsa del pensionato, così come nessuno si è insospettito per il cattivo odore. «Diventa difficile intervenire in casi come questo - commenta Maria Antonietta Moreschi, assessore ai servizi sociali - perché se nessuno ci dà segnali, non abbiamo modo di intervenire. Ci deve essere un vicino o qualcuno che dica "non vediamo uscire questa persona da una settimana, o da un mese", allora lì siamo i primi ad intervenire. Serve la collaborazione della popolazione, esattamente come adesso si sta chiedendo la collaborazione dei cittadini nello stare in casa per limitare i casi di contagio da Covid-19, dobbiamo chiedere la solidarietà dei cittadini quando ci sono casi del genere. Purtroppo, come servizi sociali non possiamo andare a bussare a tutte le porte». La salma si trova ora nella cella frigorifera della Siof, in attesa del funerale. --Selvaggia Bovani