Sale il contagio in tutta Europa L'Oms: la pandemia è vicina
ROMA. Con i primi due casi confermati a Cipro, il coronavirus ha ormai contagiato l'Europa intera: le persone infettate sono oltre 15mila, mentre i morti hanno superato quota 500, di cui la maggior parte in Italia. Numeri che fanno crescere l'allarme a Bruxelles e incoraggiare un coordinamento dei 27 per unire gli sforzi. Con oltre 110mila casi e oltre 4.000 vittime in tutto il mondo, per l'Organizzazione mondiale della Sanità non si tratta ancora di pandemia, ma «la minaccia» che lo diventi «è molto reale». E mentre in Cina continua la discesa dei numeri dei nuovi contagi e delle vittime, e in Corea del Sud il virus sembra rallentare il passo (7478 casi, 53 decessi), nell'Ue non si è nemmeno arrivati al picco. L'Italia resta il Paese più colpito, ma il contagio si fa strada ovunque: in un solo giorno sono quasi raddoppiati i casi in Spagna arrivando a più di 1.000 (28 i morti), così come hanno sfondato quota 1.000 in Germania che registra le prime due vittime in Nordreno-Westfalia. In Francia i casi hanno superato quota 1400 e i morti sono 25, di cui uno in Corsica, ormai considerata un nuovo cluster nel Paese. In Grecia sono 84 i contagiati e preoccupa il primo caso registrato sull'isola di Lesbo, già sovraffollata dalla crisi dei migranti. Sembra dunque farsi strada, tra i 27, la consapevolezza che per contenere il virus e i suoi danni non serva andare in ordine sparso. Il presidente del Consiglio europeo ha annunciato per oggi una conference call con tutti i leader Ue: «Abbiamo bisogno di collaborare per proteggere la salute dei nostri cittadini», ha twittato, così come il presidente francese Emmanuel Macron ha invocato «un'azione urgente per coordinare le misure sanitarie e una risposta economica», convinto che «l'unione fa la forza». Ma i contagi aumentano anche alle porte dell'Ue: 319 casi e 5 morti in Gran Bretagna, ma Londra prevede un aggravamento nei prossimi 10-14 giorni e si prepara a imporre l'auto-isolamento a chiunque abbia sintomi anche leggeri di influenza. Si registrano poi i primi due casi anche in Albania: un padre e un figlio rientrati da un viaggio a Firenze. Il premier Edi Rama ha immediatamente preso misure gravi come sospendere aerei e navi con l'Italia e chiudere le scuole per due settimane. In base ai dati della Johns Hopkins University, l'Iran resta il quarto Paese più colpito: i casi sono 7.161 mentre il bilancio delle vittime è salito a 237. Rilasciati 70mila detenuti. --