Senza Titolo
Maria FiorePAVIA.Sono riusciti a trasformare la disperazione in un gesto in grado di salvare altre vite. Gli amici, i conoscenti ma anche semplici cittadini rimasti colpiti dalla tragedia di Gabriele Scalinci, il giovane di 23 anni di San Martino morto a gennaio per un arresto cardiaco mentre si trovava nello studio del commercialista per cui lavorava, hanno raccolto 14.500 euro per installare defibrillatori in luoghi della città frequentati da giovani. La raccolta di fondi è stata fatta attraverso l'associazione "Pavia nel cuore", presieduta dal 32enne medico Enrico Baldi. oltre la disperazione«Come associazione - spiega il presidente Baldi, robbiese d'origine e pavese d'adozione - abbiamo messo a disposizione la nostra conoscenza del territorio, per questo oltre agli amici hanno partecipato tante altre persone. In poche settimane abbiamo raccolto una cifra molto importante».Una pioggia di donazioni, spiega il presidente, che per alcuni giorni ha mandato in tilt il sito internet della stessa associazione su cui è stata lanciata la raccolta, denominata "In memoria di Scalo". «Noi abbiamo già installato vari defibrillatori in città, in punti nevralgici - spiega ancora Baldi -. Ora quindi ragioneremo sui luoghi in cui varrà la pena installarne di nuovi, ma si comincerà di certamente dai luoghi cari a Gabriele». Il primo luogo, nelle intenzioni degli amici del ragazzo, sarà il "Caffè dell'Abate", in viale Brambilla, luogo frequentato da tanti giovani e molto caro a Gabriele, che ci andava con i suoi amici. «Gli altri li individueremo cercando di rispettare la memoria di Gabriele». gara di solidarietàLa famiglia del ragazzo, che vive a San Martino, aveva accolto con favore l'iniziativa degli amici e dei conoscenti di Gabriele, che si erano dati subito da fare per diffondere l'appello alle donazioni. In poco tempo il messaggio aveva raggiunto tante persone, anche cittadini che pur non avendo conosciuto direttamente il giovane commercialista erano rimasti molto colpiti dalla sua morte.Gabriele Scalinci aveva una vita davanti e una carriera promettente. Si era sentito male pochi minuti dopo essere arrivato al lavoro, nello studio del commercialista di Pavia dove era impiegato da diversi mesi. Per giorni aveva lottato tra la vita e la morte e alla fine il suo cuore si era arreso. La famiglia aveva dato l'autorizzazione alla donazione degli organi. Un gesto di grande generosità. La raccolta fondi era partita con l'obiettivo di comprare e collocare defibrillatori in luoghi della città frequentati soprattutto da giovani come Gabriele. E la città ha risposto. --