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La "miccia"La rivolta è partita verso le 19 da alcuni detenuti che stavano rientrando nelle loro celle. C'erano due agenti per una cinquantina di reclusi, che hanno cominciato a usare contro di loro gli estintori. Un agente si è sentito male. Le rivendicazioniLa rivolta è dilagata in poco tempo. I detenuti hanno aperto le celle dei propri compagni e alcuni hanno raggiunto il tetto del penitenziario. Tra le lamentele il divieto di colloqui fisici con i familiari. Le trattativeIn serata il procuratore aggiunto Mario Venditti ha tentato una mediazione con i reclusi, che intanto si erano asserragliati sul tetto. Alla fine alcuni detenuti sono rientrati nelle celle, altri hanno proseguito la protesta ed è stato necessario l'uso della forza.