San Matteo in emergenza 161 posti letto per gli infetti
Donatella Zorzettopavia. Sono 161 i posti letto che il San Matteo ha ritagliato nei diversi reparti per garantire massima ospitalità ai malati di Coronavirus: per lo più pazienti che arrivano dalla zona da Lodigiano e Cremonese. Un'attività di strategia logistica che ogni giorno viene affrontata dall'unità di crisi riunita in policlinico. Di quei 161 posti ne sono occupati 118 (ieri i ricoverati sono stati 10 in più rispetto al giorno precedente). In particolare 27 letti sono riservati ai malati gravi, 23 ai pazienti in condizioni serie ma non gravissime, il resto, ossia 107, è occupato dai contagiati con sintomi importanti ma curabili senza l'utilizzo di particolari macchinari.La strategia usata dall'Unità di crisi del San Matteo, presieduta dal direttore generale Carlo Nicora, è quella di spostare i malati acuti all'interno dei reparti del Dea, oppure, se le condizioni lo consentono, a trasferirli in altre strutture ospedaliere. La parola d'ordine è far posto ai casi di Coronavirus.Gli accorpamentiCosì si è fatto già una settimana fa, quando, con l'arrivo massiccio di persone contagiate in Pronto soccorso prima, e dagli ospedali della "zona rossa" poi, si è pensato di trasformare la palazzina di Malattie infettive, in un Centro esclusivo per la cura dei pazienti Coronavirus. In particolare al piano terra è stato allargato lo spazio degli ambulatori, con accesso riservato alle ambulanze; il primo è stato riservato ai ricoverati, ricavando anche i primi 8 posti letto per terapia sub-intensiva; il secondo e il terzo (da cui sono stati trasferiti i pazienti di Oncologia) sono diventati altri due piani per i degenti colpiti da Covid-19. Quindi tutta la struttura, che conta complessivamente 67 posti letto, è stata dedicata all'emergenza. Ma questo non è bastato. Quindi in questi giorni si è ampliato lo spazio per infetti anche in Rianimazione, che da 5 posti (tra cui c'è anche il "paziente 1" grave e stabile), è passata a 11, assorbendo una seconda sala interna, e infine a 19. In pratica la capienza massima.Ma questo non è bastato. E allora, si passati a Pneumologia: partendo con l'occupare pochi posti letto si è poi alzato il tiro estendendo i posti per Coronavirus a 25. Ma anche tutto ciò rischia di non bastare. Così, ieri, si è messo l'occhio sulle Medicine. La possibilità è quella di dedicare alla cura dei contagiati anche un padiglione di Medicina (al primo o quarto piano) con una 20ina di letti. Resta infine l'ipotesi, per gravi infetti, di attrezzare una decina di sale operatorie (3 posti ciascuna) ora vuote perchè gli interventi programmati sono sospesi. Che potrebbero ospitare altri 30 infetti.I trasferimenti Ma per liberare i reparti si è reso necessario trasferire i pazienti acuti, ossia quelli che c'erano prima. In questa direzione è venuta in aiuto la clinica Maugeri che ha accolto, nelle sue strutture di Pavia e Montescano, in una settimana 100 pazienti del San Matteo. E così si sta comportando anche l'istituto Santa Margherita di Pavia, che ha ricevuto 3 malati dal policlinico e ha messo a disposizione 20 posti letto. Infine i ricoveri. Ieri il San Matteo ha registrato 118 pazienti, 10 in più rispetto a venerdì: 1 donna ultra 80enne di Milano e altri 9 uomini, di cui quattro ultra 80enni, 5 ultra 60enni. Due sono di Miradolo e il resto del Lodigiano. In particolare, 22 persone sono state ricoverate in Rianimazione, 25 in trattamento sub-intensivo e i resti 71 a Malattie infettive. Ieri sono state dimessi in 5: si tratta di 2 donne ultra 73enni e tre uomini ultra 60enni del Lodigiano. --