Senza Titolo

È appena rientrata dalla settimana della Moda di Parigi. I suoi abiti (oltre cento) hanno vestito quaranta modelle nel corso dell'applauditissima sfilata di Yves Saint Laurent a fine febbraio.Francesca Bellingeri ha ventotto anni, è nata e cresciuta a Pavia, vive da tre anni a Vigevano ed è una fashion-designer decisamente speciale: disegna e produce capi di moda in latex, quel lattice che fino a pochi anni fa un po' ovunque in Europa era considerato solo di nicchia, più che altro nell'ambito del "fetish", ma che a Parigi è stato assoluto protagonista e apprezzato dalla stampa specializzata di moda. Francesca - prima assoluta in Italia - ha scoperto da tempo che in latex si possono realizzare anche capi della cosiddetta moda pret-à-porter. Un'idea che è piaciuta a numerosi brand famosi e in pochissimo tempo la giovane stilista pavese è approdata con le sue innovazioni sulle passerelle principali.Francesca, da dove è nata questa sua intuizione vincente? «Ho frequentato la scuola di design e moda al Politecnico di Milano, poi ho iniziato a lavorare come grafico. Nel tempo libero, in maniera assolutamente casuale, ho scoperto su Internet le caratteristiche del latex e ho pensato che sarebbe stato interessante ricavarne dei vestiti. Le uniche notizie in merito venivano dagli Usa, dalla Gran Bretagna e dalla Germania. Ho cominciato ad acquistare questo materiale, senza neppure sapere che non avrei potuto cucirlo come le altre stoffe.È iniziata allora una vera e propria sfida. Di giorno facevo il grafico e di notte cercavo di creare con il lattice, provando e riprovando, facendo tutto a mano dal taglio all'incollaggio, un terreno sul quale ho dovuto imparare la tecnica».Quando ha compreso che la sfida poteva essere vinta? Quando è passata alla proposta di moda?«Due anni fa, quando ha chiuso il mio luogo di lavoro, ho deciso di gettarmi in questa avventura e di provare a farne la mia occupazione. Ho avuto la fortuna di cominciare subito a creare capi per Frida Affer, un'amica che a Milano aveva fondato Wovo, una sorta di sexy-lingerie store diventato poi un negozio legato all'erotismo».Milano è una piazza aperta...«Infatti. E i miei capi sono stati notati. Altri hanno quindi cominciato a contattarmi e, pur continuando a produrre per Frida, ho voluto mettermi in proprio e creare un laboratorio tutto mio a Vigevano. Mi ha aiutato anche il mio fornitore di tessuti, che ha sede a Londra, ed è tuttora l'unico in Europa a commercializzare il latex. Ho cominciato così a produrre gonne, leggins, anche cappotti e borse. In generale capi vendibili e non complicati, creando commercialmente prodotti che restavano comunque di alta moda. Ed è nata anche la mia linea, FBLD (Francesca Bellingeri Latex Designer)».La prima sfilata? Quando ha visto i suoi abiti in passerella?«Nel settembre 2018, a Parigi, per la collezione primavera/estate 2019 di Gucci. Non lo dimenticherò mai. Ero a Parigi ed ho seguito tutto passo dopo passo. Dal mio laboratorio artigianale di cinquanta metri quadrati mi ritrovavo in una grande sartoria parigina».Che cosa si prova a vedere le proprie creazioni indossate da modelle che sfilano? «Sono appena rientrata da Parigi, dove le mie creazioni sono state indossate da una quarantina di modelle di Yves-Saint-Laurent. Era la prima volta che lavoravo per un brand francese. Finchè non passa l'adrenalina il cervello va a "manetta"e lavori anche quattordici ore al giorno... ma quando poi ti fermi a pensare è quasi spaventoso ritrovarsi a certi livelli... Bisogna stare calmi e continuare a perfezionarsi perché questo è un mondo difficile e il problema poi è confermarsi. Soprattutto quando lavori con un materiale così particolare, per cui non è facile creare sempre cose nuove».E' vero che gli abiti in latex vestono solo donne fisicamente perfette? «Assolutamente no. Il latex si adatta molto bene al corpo e mette in risalto le forme. Quindi personalmente lavoro molto bene con le donne formose. E poi si può decidere se creare un abito avvolgente oppure farlo cadere largo. L'importante è sentirsi a proprio agio».E adesso che progetti ha Francesca Bellingeri? Pensa a diventare un altro "cervello in fuga"? «Prima ho anche pensato di andare all'estero, avevo contatti ad esempio in Germania. Sicuramente lavorare mi costerebbe di meno e guadagnerei di più. Ma sono italiana e voglio stare in Italia, nel Paese della moda. In più voglio dare il mio contributo per ridare visibilità a Vigevano, che alle spalle ha una grande tradizione manifatturiera ma dove oggi purtroppo non esistono quasi più laboratori artigianali. Resterò in questa città, ora siamo in tre giovani donne con tanti obiettivi: il primo è quello di realizzare uno shop on-line per vendere i capi della nostra linea ai privati». --Daniela Scherrer © RIPRODUZIONE RISERVATA