Più pattuglie e carabinieri in strada contro gli sciacalli e gli incoscienti

l'intervistaAdriano AgattiI carabinieri sono pronti ad affrontare l'emergenza Coronavirus. In provincia lo stanno già facendo con il massimo impegno sia da un punto di vista di controllo del territorio che fornendo un supporto sanitario con le unità territoriali e con il personale del Nas, il Nucleo antisofisticazioni. Il comandante provinciale dell'Arma, colonnello Luciano Calabrò, spiega come viene svolto il lavoro dei suoi uomini in uno scenario che non ha precedenti.Colonnello Calabrò, come i carabinieri stanno fronteggiando l'emergenza?«Abbiamo potenziato i servizi di ordine pubblico con un numero sempre maggiore di pattuglie. C'è infatti il rischio concreto di un aumento della criminalità soprattutto nelle zone aperte perchè c'è molta meno gente in strada. Mi riferisco a scippi, alla sciacallaggio e alla prevenzione di quei reati legati alla microcriminalità. Il nostro personale è impegnato ed è pronto per prevenirli e per stare il più possibile vicino alla popolazione in questi momenti difficili. Grazie alla nostra struttura capillare, con le caserme sparse in tutto il territorio, possiamo agire con efficacia. In questi giorni i servizi sono aumentati: cerchiamo anche di aiutare le persone in questi momenti difficili. Devo dire che sono diminuiti i furti in abitazione visto che, per motivi di forza maggiore, c'è sempre più gente in casa. E, per il resto, la nostra attenzione è massima».Come i Nas collaborano con il personale sanitario?«L'intervento del personale del nostro nucleo antisofisticazione è molto importante in questa situazione particolare. Si tratta di uomini specializzati che, a volte, accompagnano i medici a fare i tamponi casa per casa. Ma non solo. Portano i tamponi nei laboratori di Milano e Roma dove vengono eseguiti gli esami di secondo livello. Ed effettuano controlli nei locali per scongiurare il pericolo di contagio anche in questi ambienti. E' un compito molto importante e delicato. Voglio aggiungere che anche il nostro personale sanitario viene utilizzato per fronteggiare l'emergenza».E i controlli sulle persone in isolamento domiciliare?«Sono un ulteriore aspetto del nostro lavoro. Il personale delle stazioni conosce le persone che devono stare in isolamento per evitare di contagiare gli altri. E li controllano con discrezione. A volte telefonano a casa chiedendo come stanno e se hanno bisogno di qualcosa. Cerchiamo in ogni modo di responsabilizzarli. Abbiamo avuto un caso proprio in questi giorni. Un uomo positivo al Coronavirus è andato ugualmente al lavoro. Per fortuna lo abbiamo scoperto e lo abbiamo riportato al domicilio. Avrebbe potuto contagiare altre persone». --© RIPRODUZIONE RISERVATA