Dottoressa e due pazienti contagiati reparti sigillati a Voghera e Stradella
Donatella Zorzettoe Oliviero MaggiDue reparti di Medicina con divieto di ingresso in altrettanti ospedali per casi accertati di Coronavirus: una dottoressa 42enne a Voghera, due pazienti a Stradella. Personale e pazienti sottoposti a tampone faringeo nel primo caso; 14 tra dipendenti e ricoverati destinati allo stesso trattamento nel secondo. Le due strutture ospedaliere oltrepadane ieri sera sono finite sotto i riflettori. Quando, appunto, la direzione di Asst ha disposto la chiusura delle divisioni (a Voghera due padiglioni al terzo e quarto piano perchè quello al secondo resta aperto). Reparti che restano interdetti ai familiari sino a quando tutti gli esami saranno completati. Se ne sta occupando Microbiologia del San Matteo di Pavia. Esami non veloci perchè, vista la grande quantità di campioni in analisi, ora occorrono almeno 20 ore per completarli.Il cartello a VogheraAll'ospedale di Voghera è un cartello affisso alla porta d'entrata di Medicina ad avvisare dello stop alle chiusure. Recita: "Vietato l'ingresso ai reparti di Medicina piano 3 e 4". Vietato perchè una dottoressa ieri ha iniziato ad accusare sintomi sospetti. Su di lei è scattata immediatamente la macchina degli accertamenti, che significa essere sottoposti a tampone per la verifica Covid-19. L'esito è stato positivo e la dottoressa, che comunque per ora accusa sintomi lievi, è stata mandata a casa dov'è in isolamento e sotto controllo.Il tampone positivo ha innescato una serie di azioni concatenate. Per prima cosa Asst ha disposto di sottoporre ad analisi anche il personale in reparto: i due infermieri e la Oss che hanno terminato il turno ieri mattina, e poi anche i pazienti, che hanno avuto contatti frequenti con il medico risultato positivo al virus. Ora, per tutti quanti, si attende l'esito dell'esame, che dovrebbe arrivare a ore. Nel frattempo le persone sono blindate in corsia e i loro familiari non possono entrare. Man mano che risulteranno negative al Coronavirus saranno mandate a casa.Sulla vicenda intanto interviene il sindaco di Voghera, Carlo Barbieri. Che spiega: «Ho immediatamente preso contatto con le autorità responsabili per avere la situazione aggiornata sulla città di Voghera e risultano solo due persone contagiate (una è estranea all'ambiente ospedaliero ndr) che sono state prese in carico dalla Ast. Mi risulta che siano tutto sommato in buone condizioni. Non ho avuto notizia di altri casi. Per il resto, invito tutti a comportarsi seguendo le indicazioni della Regione e senza provocare allarmismi».Lo stop a StradellaDue pazienti contagiati dal Coronavirus, ieri, si sono contati anche all'ospedale di Broni-Stradella. Una di queste è un paziente ricoverato nel reparto di Medicina, che per questo motivo è stato chiuso al pubblico. Il provvedimento è stato assunto a scopo precauzionale: sono stati effettuati tamponi faringei alla paziente e a 7 infermiere che sono venute a contatto con lei durante il ricovero. Il tampone è stato fatto anche a tre infermiere del Pronto soccorso che si sono occupate della ricoverata al momento del primo accesso in ospedale. I risultati delle analisi arriveranno oggi. Nel frattempo il personale è obbligato a rimanere in casa, in quarantena, fino a quando non si saprà se siano positivi o meno. In caso di positività al test, scatterà la quarantena per 14 giorni, come previsto dal protocollo. La donna era entrata in Pronto soccorso tra domenica e lunedì scorsi con forti problemi respiratori: così è stata sottoposta a tampone che ha dato esito positivo per il Coronavirus. E sono scattate le procedure nei suoi confronti, come anche del personale. Il reparto è stato chiuso alle visite del pubblico. Nel frattempo, proprio a tutela dei dipendenti degli ospedali coinvolti in questa vicenda, come pure del San Matteo di Pavia, i sindacati entrano in polemica con le direzioni sanitarie. Marco Grignani (Uil) e Roberto Gentile (Fials) sottolineano: «Chiediamo che maschere facciali sicure (Ffp3 e Ffp2) siano garantite a tutti i dipendenti e non solo a chi lavora in Pronto soccorso o deve trattare con persone infette da Coronavirus». --