A 5 chilometri dalla "zona rossa" tra timori e segnali di speranza
IL REPORTAGEOliviero MaggiSono solo cinque i chilometri che separano i paesi della Bassa Pavese dalla «zona rossa» del Lodigiano, dove è concentrato il focolaio del Coronavirus. Tanto dista l'ultima frazione di Chignolo Po, Lambrinia, dai primi blocchi stradali posizionati a Casalpusterlengo dalle forze dell'ordine per evitare l'accesso e l'uscita dai 10 Comuni "infettati".PIEVE PORTO MORONETerritori così vicini tanto che parecchi abitanti di Pieve si erano stupiti che la quarantena non avesse toccato anche il loro territorio. Intanto, anche qui, parecchie persone che vanno a lavorare nel Lodigiano sono a casa in ferie forzate o, addirittura, perché la ditta ha sospeso temporaneamente l'attività.A Pieve solo oggi i bar potrebbero tornare ad aprire, dopo che si erano messi in "auto quarantena" da sabato scorso, quando erano stati scoperti i primi due infetti in paese. Oggi inoltre riapriranno gli ambulatori di Pieve, Chignolo Po e Lambrinia, chiusi dopo il caso del medico di base: ieri è stata effettuata un'opera di sanificazione completa dei locali; ma cambieranno le modalità di accesso nello studio medico: infatti non sarà più consentito l'accesso diretto dei pazienti alla sala d'attesa, ma solo dietro chiamata del medico o di un suo collaboratore, per evitare rischi di contagio per contatto. I pazienti dovranno quindi aspettare all'esterno. Sempre oggi, infine, arriveranno i risultati sui 40 tamponi effettuati ai pazienti del medico contagiato nell'ambulatorio di Pieve. Resta da decidere, invece, se sarà confermata o meno la riunione del consiglio comunale di domani sera o se rientrerà negli eventi pubblici da annullare in base all'ordinanza regionale.CHIGNOLO POBuone notizie, invece, da Chignolo Po, dove sono risultati tutti negativi i 50 tamponi effettuati sui pazienti del medico dell'ambulatorio di via 8 Marzo.In paese, comunque, in questi giorni si è cercato di vivere senza particolari preoccupazioni: «Ci stiamo attenendo alle indicazioni dell'ordinanza di Regione Lombardia - spiega il sindaco Claudio Bovera -. Anche i locali osserveranno la chiusura dalle 18 alle 6». A Chignolo ci sono diversi residenti che lavorano nelle zone del Lodigiano e che in questi giorni sono rimasti a casa: «Alcune ditte sono chiuse, altre hanno messo in ferie i dipendenti, che quindi attendono a casa l'evolversi della situazione - aggiunge il primo cittadino -. In ogni caso è inutile e rischioso avvicinarsi alla zona rossa anche perché se si entra non è più possibile uscire».SANTA CRISTINAA Santa Cristina, dove c'è stato un caso di Coronavirus su un 77enne, il sindaco Elio Grossi ha passato la giornata di ieri ad emettere avvisi alla popolazione con le indicazioni del provvedimento di Regione Lombardia: tra questi l'annullamento del mercato. Intanto, uno dei bar del paese ha deciso volontariamente di fare una settimana di ferie. «Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) mi sono incontrato con i titolari delle attività commerciali per fare il punto della situazione - afferma il primo cittadino -. A parte le prescrizioni della Regione, io non possono obbligarli a rimanere aperti. Ho solo chiesto ad uno dei locali, che effettua un servizio pubblico di pagamenti bancari, di garantire l'apertura almeno per qualche ora al giorno».Anche qui si guarda con apprensione a quello che succede nella «zona rossa»: «Ci sono un paio di miei concittadini che vanno a lavorare nel Lodigiano e adesso sono a casa - aggiunge Grossi. - Nei giorni scorsi, tra l'altro, si sono sottoposti al tampone e fortunatamente i risultati sono negativi».Secondo il primo cittadino, quindi, al momento la situazione è sotto controllo: «Voglio ringraziare le associazioni, la parrocchia e i commercianti per la collaborazione che hanno dimostrato in questo momento di emergenza - conclude -. Noi continueremo ad informare in modo corretto i cittadini per cercare di non fare allarmismo. Ora è importante che si cerchi di contenere il contagio in modo da non peggiorare la situazione. Ai cittadini che vengono in municipio a chiedere consiglio do i soliti suggerimenti di buon senso, a partire ovviamente dal ridurre i rapporti sociali, evitando di frequentare i luoghi troppo affollati». --© RIPRODUZIONE RISERVATA