"Chiara", donne che aiutano le donne «Ora abbiamo bisogno di più risorse»
Filiberto MaydaVoghera. «Chi Ha Invano Atteso Riceverà Aiuto». Ovvero (per acronimo) l'associazione Chiara, punto di riferimento a Voghera e Oltrepo per le donne maltrattate, vittime di violenze fisiche e psicologiche, donne che, quando si appoggiano a questa Onlus nata il 4 giugno del 2013, non restano appunto più sole. Presieduta da Chiara Boffelli e diretta da Barbara Marini, Chiara, che ha senso perché dà, anzi, dona aiuto, ora chiede lo stesso. Ossia, un contributo concreto che sostenga la sua attività, un impegno spesso silenzioso e cauto, ma un impegno che ha salvato delle vite. La "casa rifugio"Aiutare le donne maltrattate significa, spesso, allontanarle dal rischio, da uomini violenti, dalle botte, dalle violenze, dagli abusi. Le donne e i loro figli. In attesa che si trovi una collocazione definitiva o semi-temporanea, da anni era operativa una "casa rifugio" nel quartiere di Pombio, assegnata dal Comune di Voghera. Ora questo spazio non è più utilizzabile, c'è bisogno di un nuovo appartamento, senza barriere architettoniche, con stanze da letto sufficienti ad accogliere più donne e, se possibile, anche un'operatrice dell'associazione. «Se ci fosse un solo Comune, nel piano di zona disponibile ad aiutarci, potremmo accedere al bando regionale - spiega la direttrice della Onlus vogherese, Barbara Marini -. Naturalmente, siamo sempre in grado di appoggiarci ad altre case rifugio, ma con maggiori difficoltà. Peraltro, se l'appartamente è nella zona, siamo in grado di mandare una volontaria tutti i giorni per fornire il supporto e l'aiuto necessario. A questo punto il nostro è un appello non solo alle istituzioni, ma anche agli eventuali privati che vogliano aiutarci». Chiara ha un consiglio direttivo di 9 persone, non operative, 6/7 psicologi che forniscono il loro aiuto, due avvocati che prestano il loro servizio (la stessa Marini e la collega Ilaria Sottotetti) e altri avvocati esterni ma convenzionati. L'emergenzaIl bilancio dell'associazione Chiara conferma una situazione di emergenza che si potrebbe quasi definire quotidiana. Quello che viene chiamato "il numero rosa" nazionale, il 1522 (antiviolenza e stalking) gira a Chiara le richieste di aiuto di 4-5 donne ogni settimana. Così, se nel 2018, le donne (spesso con figli) aiutate dall'associazione, ossia prese in carico, erano state 90, nel 2019 il numero degli interventi, di varia gravità, s'intende, era salito a 101. «L'emergenza aumenta - spiega Marini - prima di tutto perché c'è una maggiore consapevolezza da parte delle donne in particolare per quello che riguarda le violenze psicologiche. Devo però segnalare un aumento significativo dei maltrattamenti da parte di persone tossicodipendenti. Posso dirle che abbiamo ricevuto cinque richieste di aiuto nell'ultimo mese proprio collegate a problemi di droga». --