Gli stranieri sono quelli più soli e a rischio

PAVIA. Due suicidi e un altro tentativo di togliersi la vita in meno di una settimana nella casa circondariale di Torre del Gallo. Tutti nel reparto protetto, dove ci sono gli autori dei reati più gravi e i cosiddetti "sex offenders". E' anche l'ala meno raggiungibile dal personale dell'area sanitaria, che si trova nella parte vecchia della struttura. Le due vittime sono un cinese di 54 anni e un marocchino di 27 anni. I detenuti stranieri sono i più fragili e a rischio di gesti estremi, perché spesso sono anche i più soli. Senza una famiglia accanto che possa rappresentare un sostegno e un incentivo a guardare avanti dopo avere scontato la pena. E spesso anche senza un permesso di soggiorno. Già lo scorso 12 gennaio nel carcere pavese c'era stato un episodio gravissimo: un detenuto quarantenne, questa volta italiano, vistosi negare la possibilità di trasferimento in altra struttura aveva incendiato la propria cella, appiccando il fuoco a uno sgabello di legno e altro materiale facilmente infiammabile. Nella concitazione dell'intervento degli agenti di polizia penitenziaria, uno di loro era stato colto da infarto. E nell'ottobre del 2017 peraltro il carcere di Torre del Gallo era salito tristemente alla ribalta delle cronache per tre casi di tentato suicidio in sole ventiquattro ore, tutti fortunatamente sventati dagli agenti. La loro opera è stata provvidenziale in molte circostanze. Anche i compagni di cella svolgono un ruolo fondamentale nel segnalare con immediatezza atteggiamenti sospetti. -- D.Sch.