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La polemicaLe poche ambizioniche nutre PaviaLa mia è una lettera aperta nella speranza che gli organi competenti la leggano e, dopo una doverosa riflessione, possano rispondere.Come tutti sappiamo la città di Vigevano si è candidata con il benestare della Regione a Capitale italiana della Cultura. Nulla da eccepire, per l'amor di Dio, ma mi viene spontaneo chiedere come mai una città ricca di tradizioni secolari, storia e cultura importante come Pavia non lo abbia fatto.Senza nulla togliere alla città di Vigevano, alle sue tradizioni e alla sua storia, ritengo che forse la città di Pavia sarebbe stata più adeguata, se non altro grazie alla tradizione della sua Università e tutto ciò che ne consegue.Già altre volte in passato ho avuto modo di constatare, da semplice cittadino, che Pavia sembra crogiolarsi in una sorta di immobilismo, perdendo occasioni che potrebbero dare impulso e sviluppo diverso alla città, sia sul piano economico-industriale, sia su quello culturale.Credo che vista la sua posizione geograficamente strategica all'ombra di Milano, Pavia dovrebbe porsi in maniera diversa e decisamente più importante, intraprendere coraggiosamente iniziative che possano dare un maggiore impulso, ad esempio, al turismo. Penso che si dovrebbe sfruttare in maniera più adeguata la fortuna di sorgere sulle rive del Ticino, provvedendo magari a creare sulle proprie rive percorsi ciclistici con apposite aree attrezzate, creando una sorta di circuito che possa unire Pavia a Vigevano, dando impulso a quella fascia di turismo che in maniera preponderante sta prendendo piede in Italia.A questo va aggiunto che si potrebbe avviare uno studio per riprendere a rendere possibile la navigazione del Naviglio Pavese, raggiungendo la Certosa e poi Milano con una sorta di taxi fluviali, dando vita cosi a una forma alternativa di turismo.Comprendo che tutto ciò non sia di facile attuazione, ma forse si potrebbe raggiungere lo scopo anche con l'aiuto di Fondi Europei per il turismo e la manutenzione dei parchi naturalistici. Sarebbe anche di buon auspicio magari il coinvolgimento della cittadinanza tramite un comitato che possa supportare nelle iniziative sia l'amministrazione Comunale e Provinciale, al fine di raggiungere risultati considerevoli per il bene della comunità.Mauro Montalto. PaviaLa storiaÈ l'ignoranzail virus più graveDa mesi non ricevevo più notizie da un'amica ecuadoregna che avevo ospitato a Pavia durante la sua frequenza di un master in cooperazione. E proprio iin questi giorni ho ricevuto una sua mail da cui apprendo che dal mese di settembre si trova in Cina dove insieme al marito frequenta un master sulla cultura, politica, sviluppo.Avendo avuto problemi con internet, non mi aveva più scritto rispondendo alle mie mail. Apprendo ora che Cristina si trova segregata in casa, senza poter uscire per niente, senza sapere quando riprenderanno le lezioni. Qualche giorno fa aveva molta paura e voleva tornare a casa ma ora è più tranquilla: «Se non usciamo di casa non ci sono problemi. Ora ho il tempo di fare la tesi, leggere, meditare. Il governo cinese sta facendo molto per controllare l'epidemia. In ogni caso sono molti gli infetti e il numero continua a crescere. Ci vorrà molto tempo perchè la Cina possa tornare alla normalità».Non so quanto sia sincera la mail della mia amica Cristina, o se condizionata da qualche forma di censura (come già capitato con la mia amica birmana ). Resta il fatto che in epoca di globalizzazione, neoliberismo selvaggio, sovranismi e populismi sono ancora a chiedermi quanto nel mondo imperversi la censura e quanto le comunicazioni virtuali siano davvero libere .Il virus più grave è l'ignoranza, la sovrabbondanza di news virtuali, la mancanza di senso critico, di approfondimenti reali, di studio. Siamo tutti in balia di pesanti condizionamenti, economici, sociali. I fondamentalismi proliferano, dentro e fuori di noi.Marta Ghezzi. Pavia