Chiude il Centro profughi e la frazione si spopola Il sindaco: la faremo rivivere
la storiaDopo 5 anni chiude il centro profughi di Zavattarello. Era stato realizzato recuperando l'ex palazzina del Dazio posta alla frazione Moline che in qualche modo si era ripopolata. Adesso, i quaranta ospiti stranieri non ci sono più. Così il sindaco Simone Tiglio ha deciso di rilanciare questa località realizzando anche una struttura ricettiva e spazi per mostre e convegni. Insomma il primo cittadino cerca di dare nuova vita a una delle frazioni piùimportanti del Comune che fino ad ieri era popolata più da migranti che dagli storici abitanti.Il centro di accoglienza era gestito dalla Lia srl di Foggia e contava su una quarantina di profughi provenienti da Nigeria, Gambia, Malì e Costa D'Avorio. Nel 2018, in segno di protesta per lo stato di degrado in cui versava la struttura, gli ospiti avevano addirittura bloccato la provinciale 462 con una barriera improvvisata di panche in legno. Solo l'intervento delle forze dell'ordine sbloccò la situazione. «La notizia della chiusura - dice il sindaco Tiglio - l'ho appresa direttamente dagli operatori del centro. Come nel 2015 questa cooperativa che gestisce i migranti è arrivata senza informare il Comune, e così oggi se ne sono andati senza dire nulla. Quasi come se fossero un corpo estraneo, un'astronave che è piombata su Moline e che ora si rialza in volo. Dietro di sè ha lasciato semplicemente un edificio storico, il vecchio dazio, completamente fatiscente e abbandonato. I profughi non hanno mai creato reali problemi alla comunità - dice ancora il sindaco di Zavattarello - e in questi cinque anni ci sono stati anche tentativi di minima integrazione, soprattutto nei primi anni di permanenza. Poi, più nulla, fino a questo triste epilogo, che rivela tutta la pochezza della strategia dell'accoglienza messa in campo fra il 2015 ed il 2019. Finito il business, il giocattolo si è rotto».Ma intanto proprio il sindaco di Zavattarello parte da Moline per il rilancio delle frazioni che intende attuare durante questo nuovo mandato da primo cittadino. «Uno degli obiettivi principali che intendo portare avanti e realizzare - spiega Tiglio - è quello di ridare dignità e vita a Moline, dove ho vissuto gli anni dell'infanzia e della gioventù. Da almeno vent'anni ho un sogno che è proprio quello di rivitalizzare questa frazione. E ora potrebbe realizzarsi grazie al progetto di recupero dell'ex convento degli Scolopi, che fu la prima scuola pubblica dell'Oltrepo montano e dell'annessa piazzetta medievale. Il complesso verrà recuperato - conclude il sindaco di Zavattarello - ed ospiterà una struttura ricettiva e spazi per esposizioni, seminari, convegni. Il secondo step del progetto prevede anche di ripristinare l'antico collegamento pedonale in selciato che univa Moline a Zavattarello percorrendo meno di un chilometro. Se Moline tornerà a vivere, sarà tutto Zavattarello a beneficiarne. E in futuro dovremo pensare anche a come rivitalizzare le altre frazioni storiche del comune che possono divenire un punto di riferimento per i turisti. La riqualificazione di queste piccole località che compongono il territorio comunale è per me una priorità». --Alessandro Disperati