La politica non si divide «Conservare l'identità»

pavia. I politici pavesi giudicano positivamente lo storico passaggio con Assolombarda. Chi senza riserve, chi con qualche prudenza, ma sostanzialmente c'è un moderato consenso alla fusione. Il più ottimista è Alessandro Cattaneo (deputato Fi). «Mi sembra senz'altro la scelta più giusta - dice - anche perchè questo passo presuppone una visione d'insieme e coraggio. La vicinanza di Milano non deve per forza essere vista come pericolo. Noi abbiamo le nostre eccellenze, le nostre specificità e caratteristiche diverse dalla metropoli in tanti comparti. Le aziende pavesi possono integrarsi perfettamente nella logica industriale agganciata a Milano». Positivo anche il giudizio di Gianmarco Centinaio (senatore della Lega). Anche se con qualche avvertimento. «In un momento storico dove le fusioni sono ormai diventate uno strumento indispensabile per affrontare le sfide, credo chi sia senz'altro una cosa positiva - dice il senatore ed ex ministro -. Ma attenzione a non diventare subalterni. Sono certo che, sotto la guida di Nicola de Cardenas, Pavia entrerà a testa alta e non con il cappello in mano». Giuseppe Villani (consigliere regionale Pd) è più cauto, pur giudicando anche lui la fusione di Confindustria con Assolombarda un passaggio importante:«Al di là dei formalismi, quello che è importante è che però rimangano per le nostre imprese i servizi sul territorio. Pavia perderà peso specifico? Non credo, ma è chiaro che la preoccupazione c'è sempre quando ci sono delle novità. Ma è una sfida che Pavia deve accettare. Del resto ogni processo di integrazione per un ampliamento comporta nuove esigenze e gli schemi prettamente territoriali sono ormai superati». -- G.S.