Allarme da 18 Comuni sulla tutela ambientale
MONTICELLI PAVESE. Sei pagine di osservazioni per chiedere alla Provincia di tenere conto dei problemi ambientali del territorio nel Piano territoriale di coordinamento provinciale. A firmare il documento, già inviato a Piazza Italia, è Enrico Berneri, presidente della Consulta Ambiente e territorio e sindaco di Monticelli. I 18 Comuni (Monticelli, Valle Salimbene, Linarolo, Torre de' Negri, Spessa, San Zenone, Zerbo, Costa de' Nobili, Badia Pavese, Chignolo, Santa Cristina, Miradolo, Gerenzago, Villanterio, Inverno, Filighera, Portalbera, San Cipriano) segnano in rosso questioni aperte che non possono essere ignorate in un documento, il Ptcp, che avrà il compito di dettare «le strategie di sviluppo della provincia nei prossimi anni», sottolinea Alberto Maccabruni, geologo e consulente della Consulta.Berneri parla di «osservazioni con cui si intende collaborare con l'ente provinciale», ma che avverte: «Se ci troveremo di fronte a una chiusura assoluta, i Comuni sono pronti a presentare ricorso al Tar. Perché la priorità deve essere la tutela della salute e dell'ambiente, soprattutto se si parla di una programmazione a lungo termine». Che la provincia di Pavia debba programmare azioni concrete per superare importanti problemi si rileva dalle ultime pagine del rapporto che fotografa lo stato ambientale del territorio e che fa parte della Vas, la Valutazione ambientale strategica. «Un rapporto - precisa Berneri - che offre un quadro desolante della provincia di Pavia dove tutte le matrici, aria, acqua e suolo, sono le peggiori della Lombardia e degli altri centri della Bassa Padana». A sostenere i sindaci è Giovanni Amato, consigliere provinciale con delega all'ambiente e sindaco di Magherno, che sottolinea: «L'obiettivo deve essere la tutela del territorio e dei cittadini». Le osservazioni dei sindaci riprendono il documento e puntano l'indice sulla compromessa situazione delle acque «per un uso massivo di fitofarmaci», sulla qualità dell'aria, «con la provincia di Pavia che a livello regionale ha, pro capite, il terzo valore più elevato di emissioni di Pm10, il quarto per ozono e il primo per sostanze capaci di alterare il clima», sul consumo di suolo, sulla presenza di numerose aree dismesse. «Il documento dovrebbe prevedere indicazioni chiare sul loro recupero - sostiene Berneri -. E non si può ignorare la questione rifiuti in una provincia in cui l' incenerimento vede i quantitativi pro capite ai vertici della classifica regionale. Si evidenzia poi che si fa notevole uso di fitofarmaci e fertilizzanti, ma non si citano i fanghi di depurazione». --Stefania Prato