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l'analisi«Troppa pioggia caduta nel lungo periodo è più dannosa delle piogge intense di poche ore. Le frane sono causate dal terreno saturo d'acqua». Non ha dubbi Giorgio Negrini, 63 anni, geologo vogherese che lavora da numerosi anni come consulente per diversi comuni dell'Oltrepo. Mastica pane e frane dagli anni Ottanta.Quali sono le zone a maggior rischio in Oltrepo?«Difficile stabilire le zone a maggior rischio vista la notevole estensione. Comunque, tenendo conto anche degli eventi avvenuti in passato ed in particolare nel periodo 1976-79, i territori che hanno una elevata estensione di aree instabili sono sicuramente quelli dell'alta valle Staffora (Santa Margherita di Staffora, Menconico, Brallo di Pregola) della valle Nizza (Ponte Nizza, Val di Nizza), Valle Ardivestra (Montesegale, Rocca Susella) e Valle Versa (Santa Maria della Versa, Golferenzo, Montecalvo Versiggia».Il fatto che ci siano lunghi periodi di siccità seguiti da altri con piogge alluvionali, che influenza ha sul dissesto? «Prendendo come riferimento il periodo 1976-79, durante il quale tutto l'Oltrepo Pavese fu interessato da un numero elevatissimo di frane, l'analisi pluviometrica del periodo ha evidenziato che le cause dell'intensificazione dei fenomeni franosi sono da ricercare più nella quantità di pioggia caduta nel lungo periodo che nell'intensità della stessa. Le piogge molto intense e brevi che avvengono ormai sempre più frequentemente innescano essenzialmente fenomeni di erosione superficiale con trasporto di materiale e scivolamenti di scarpate o frane circoscritte».A lungo periodo cosa dobbiamo aspettarci?«Non è possibile saperlo, comunque sicuramente dovremo aspettarci ricorrenti precipitazioni intense e brevi e quindi si dovranno riconsiderare i criteri progettuali delle opere di raccolta, deflusso e scarico delle acque meteoriche, la gestione del reticolo idrografico lungo i versanti e lo smaltimento delle acque meteoriche in corrispondenza delle vie di comunicazione».Cosa servirebbe per limitare le frane?«Per esempio a livello di singolo territorio comunale servirebbe innanzitutto non modificare le condizioni geomorfologiche delle aree suscettibili ad instabilità individuate negli studi geologici del Pgt, valutare con attenzione tutte le opere da realizzarsi in corrispondenza di versanti, attuare i criteri di "Buona pratica agricola". Occorre poi mantenere efficiente su tutto il territorio, ed in particolar modo nelle aree più sensibili, la rete di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche o realizzarne una nuova rapportata alle piogge attuali, e bisogna intervenire con tempestività laddove si manifesta un dissesto anche di piccola entità».La famosa Legge speciale degli anni Ottanta per mettere al sicuro l'Oltrepo dal dissesto è servita o no?«La legge speciale è sicuramente servita, infatti a seguito di importanti finanziamenti furono realizzati numerosissimi interventi di consolidamento di versanti in frana ottenendo la loro stabilizzazione come dimostra l'attuale condizione di stabilità di moltissime aree su cui furono eseguiti gli interventi degli anni ottanta». --Alessandro Disperati