Un muro della gentilezza per chi ha bisogno di abiti

pavia. Istituire, anche a Pavia, un "muro della gentilezza", come fatto a Milano e in altri centri. Un muro sul quale sistemare appendiabiti e che possa essere utilizzato sia da chi vuole lasciare abiti dismesso, ma, soprattutto, da chi abbia bisogno di abiti poiché si trova in stato di indigenza. La proposta, attraverso una mozione, è stata fatta da Massimo Depaoli e Roberto Rizzardi, consiglieri d'opposizione della lista "Cittadini per Depaoli sindaco".«Ormai in molte città - spiegano i due consiglieri comunali - si sta istituendo il cosidetto "muro della solidarietà", da poco anche Milano se ne è dotata con notevole ritorno di immagine per l'Amministrazione».«Vengono esposti in un luogo idoneo capi di abbigliamento riutilizzabili incentivando il riuso, lasciandoli a disposizione di chi ne possa avere bisogno. Si viene di giorno o di notte, si può prendere qualcosa o lasciarlo; è l'unico "muro" che piace e fa del bene, un salto di civiltà per qualsiasi amministrazione. Pertanto si chiede di istituirlo, e poi di individuare alcuni punti idonei della città dove posizionare la messa a disposizione di indumenti riutilizzabili in modo compatibile con il decoro urbano. La richiesta di sostegno ai più bisognosi può essere anche coordinata coinvolgendo le principali associazioni volontaristiche pavesi, sgravando il Comune da costi diretti o amministrativi».Riguardo all'eventuale coinvolgimento di associazioni di volontariato e operatori del terzo settore, i consiglieri avanzano anche un suggerimento: «A tal proposito di segnala già la piena disponibilità della Cooperativa Arti e Mestieri di viale Sardegna 64 sia per il muro sia per la gestione decorosa e prevenzione di eventuali abusi. Un altro posizionamento potrebbe essere la piazza della stazione, magari riutilizzando i moduli prefabbricati esistenti. Le associazioni, disponibili a partecipare, potrebbero mettere a disposizione il proprio "muro" e la sorveglianza per prevenire ed evitare abusi contro il decoro cittadino; si vuole evitare infatti l'abbandono di ogni genere in zone non monitorate». --F.M.