Senza Titolo

Per lasciare anzitempo il lavoro nel 2020 ci sono anche misure rivolte ai cosiddetti precoci, a chi svolge mansioni usuranti e l'isopensione. Per quanto riguarda i precoci, ci si riferisce a quei lavoratori che hanno 12 mesi di contributi versati prima del compimento del 19° anno di età e che rispettano specifiche condizioni: possono lasciare con 41 anni di contribuzione indipendentemente dall'età. L'opportunità è riservata a chi si trova in condizione di disagio (disoccupazione per licenziamento o dimissioni per giusta causa) o a chi ha svolto mansioni particolari (lavori usuranti e gravosi). Può andare in pensione con 41 anni di contributi anche chi ha un'invalidità del 74% o chi assiste il coniuge o un parente stretto con handicap. Tra le opzioni c'è poi l'isopensione, che consente ai lavoratori di aziende con più di 15 dipendenti di lasciare l'impiego fino a 7 anni prima dell'età pensionabile. L'azienda che decide di "pensionare" il dipendente dovrà erogare un assegno a suo carico per l'intero periodo dell'esodo, finché il lavoratore non perfeziona i requisiti pensionistici. Infine c'è lo strumento per i lavoratori usuranti, che permette di uscire con quota 97,6: minimo 35 anni di contributi e 61 anni e 7 mesi di età (62 e 7 se autonomi, per loro vale quota 98,6). Anche in questo caso, l'età non è soggetta all'adeguamento alle speranze di vita fino al 2026.--© RIPRODUZIONE RISERVATA