Fraccaro: all'ecoedilizia 2,5 miliardi, puntiamo sui Comuni
L'intervistaRoberto GiovanniniDopo i 900 milioni stanziati e spesi tra il 2018 e il 2019, va ora a regime il piano da 2,5 miliardi che stanzia 500 milioni di qui al 2024 per gli investimenti per lo sviluppo sostenibile di tutti i Comuni per opere di efficientamento energetico e sviluppo sostenibile che ha preso il nome da lei, sottosegretario alla Presidenza Riccardo Fraccaro. «Ne sono orgoglioso, nasce da un'idea di fine 2018, quando ero ministro dei Rapporti col Parlamento. Il nostro Paese ha storicamente difficoltà nello spendere i soldi per gli investimenti pubblici: si accumulano ritardi incredibili. Questo è meno vero a livello locale: l'ente più bravo a spendere le risorse è il Comune. Proposi alla Ragioneria dello Stato di continuare a cercare di velocizzare il sistema degli investimenti pubblici a livello centrale, ma intanto di spostare risorse a livello locale, facendo lavorare le piccole e medie imprese e garantendo un controllo diffuso, visto che i cittadini sanno quel che fa il loro sindaco. Ci hanno creduto, abbiamo trovato i fondi e nonostante ci fossero solo quattro mesi per iniziare i lavori il 98% dei quasi 8.000 Comuni italiani è riuscito a cogliere questa opportunità». Su quali progetti? «La prima tranche del piano ha visto investimenti semplici, come la messa in sicurezza delle strade. Le cose sono migliorate con la seconda tranche, con meccanismi affinati e interventi più lungimiranti: ristrutturazione energetica, ciclabili, acquisto di auto elettriche. Piccole opere diffuse, con affidamento diretto, come la riparazione della strada o l'installazione del pannello fotovoltaico sulla scuola. I soldi sono stati spesi bene e velocemente. Ora abbiamo voluto stabilizzare il piano. E i sindaci avranno 5 anni per rilanciare l'edilizia in una visione moderna di riqualificazione energetica. Cosa che deve diventare un obiettivo e un piano più complessivo e strutturato del governo nel suo insieme, per appunto rilanciare l'edilizia e la ricostruzione del patrimonio immobiliare esistente, che largamente risale a prima degli anni '70. Riqualificarlo ci darà lavoro per i prossimi 30 anni». Perché scommettere proprio sull'edilizia? «Uno dei passaggi chiave della transizione ecologica è la riqualificazione energetica delle nostre case. In questi giorni vediamo le nostre città inquinate quando si accendono i riscaldamenti. La norma di cui stiamo parlando dà un piccolo contributo e poi serve un progetto, su cui stiamo lavorando, per l'intero Paese. Se diamo una spinta importante all'edilizia in questa chiave ambientale, ci saranno conseguenze importanti per l'intera economia. E naturalmente dobbiamo migliorare la capacità complessiva di realizzare i progetti esecutivi delle opere: al Demanio stiamo assumendo qualche centinaio di progettisti per supportare gli enti locali e dobbiamo rafforzare i provveditorati». Autostrade: quando si muoverà il governo? «Abbiamo dei ministeri competenti - Mef e Mit - che eventualmente hanno il potere di fare la revoca della concessione, e stanno lavorando col Presidente del Consiglio. Noi del M5S abbiamo avuto una posizione molto lineare e determinata: l'unica soluzione possibile oggi è la revoca. Ci aspettiamo che le valutazioni anche legali che si stanno portando avanti si concludano, ormai è questione di giorni. Del resto, non si può prolungare troppo l'attesa». E i rischi di penali paventati? «Ogni atto di questa portata genera possibili complicazioni. Credo che in politica ci voglia anche il coraggio di affrontare scelte importanti». In una battuta, ci dice che sta succedendo nel M5S? «Attraversa una fase delicata e importante. Si avvicina agli Stati Generali in cui verrà discusso il suo futuro. Siamo nati come movimento di protesta contro la vecchia politica, per sostituirla. Siamo arrivati al governo, abbiamo realizzato molte delle cose per cui lottavamo e ora dobbiamo porci nuovi obiettivi». --© RIPRODUZIONE RISERVATA