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SANTA MARIA DELLA VERSA. Durante il nostro viaggio condito da tagliatelle al ragù da due etti a porzione, e braciole alla griglia bagnate da quartini di vino rosso di tante "case", arriviamo a San Nazzaro, minuscola frazione di Santa Maria della Versa che conta trenta anime appena.Qui andiamo a trovare Romano Boccasile e Valentina, coppia nella vita e ai fornelli di Mondo Piccolo, osteria con cucina popolare, arredata da piccoli tavoli in legno coperti da tipiche tovaglie a quadri rossi e bianchi, e un bel dehor per la bella stagione, affacciato sulle colline. Le due sale sono zeppe di cimeli: macchine per scrivere, cartoline, fotografie d'antan. Si pranza al calore di una stufetta che ricrea la classica atmosfera della casa della nonna. Romano, uomo tutto d'un pezzo alto due metri e folti baffoni, è arrivato qui per caso dopo una vita da romanzo, da legionario a oste sulle colline pavesi. Dopo dieci anni da combattente in Nord Africa, infatti, Boccasile è arrivato in Val Versa ad affumicare carni e a cucinare brasati e polente. «Io e Valentina eravamo di passaggio in collina ed abbiamo notato questa bettola gestita da due anziani pronti a lasciare. L'osteria Mondo Piccolo è nata così, ormai 10 anni fa».Il suo passato è raccontato sulle pareti e si può ricostruire tra una forchettata e l'altra di pasta fresca al sugo di cinghiale: allenamenti, battaglie, giornate nel deserto a mangiare serpenti arrosto, la vita nella legione straniera. Dopo aver vissuto esperienze dolorose i missione, l'oste decise di abbandonare i fucili per padelle e casseruole. Lo troviamo intento ad affumicare della lonza, con il legno giusto, per cercare quel sapore preciso, che soltanto lui ha in testa, mentre Valentina prepara uno dei suoi cavalli di battaglia: gli gnocchi ripieni di Casera del Penice conditi con salsa di tartufo nero dell'Oltrepo pavese. Non sarà localizzato lungo strade provinciali principali, e non ci sarà l'enorme parcheggio per camionisti, ma la pausa pranzo semplice e genuina -e decisamente amarcord-, vale la deviazione di percorso. A pranzo, dal martedì al venerdì, si può fare sosta all'ora di pranzo al prezzo fisso di 12 euro: «Serviamo un piccolo antipastino, pasta, secondo di carne, acqua, caffè e un quarto di vino».Nel fine settimana e a cena, invece, il menù varia a seconda della stagionalità e dell'estro dei due coniugi, ma se siete fortunati e sono presenti in carta, ordinate: tagliatelle al ragù di cinghiale, i gnocchi di Valentina, e la Coppa di magrone piacentino arrosto.-- El. La.© RIPRODUZIONE RISERVATA