Terzo cadavere di sub ritrovato sulla spiaggia Ipotesi narcotraffico
Fabio AlbanesePALERMO. Un altro cadavere di sub ritrovato su una spiaggia. È il terzo dallo scorso 31 dicembre nel medesimo tratto di mare Tirreno tra le province di Messina e di Palermo. E il giallo, nel quale confluiscono migliaia di panetti di hashish rinvenuti negli scorsi giorni su cinque diverse spiagge da nord a sud della Sicilia, si infittisce ulteriormente. Il sospetto degli investigatori - sui vari episodi indagano cinque procure dell'isola - è che i sub morti facessero parte dell'equipaggio di una imbarcazione che stava trasportando la droga e che sia gli uomini sia il carico siano finiti in mare o per un naufragio o per qualcosa di grave accaduta a bordo. Ma al momento, al di là delle ipotesi, è buio fitto. Il terzo cadavere è stato rinvenuto ieri in contrada Ginestra, territorio di Termini Imerese, nel Palermitano. E' irriconoscibile, in avanzato stato di decomposizione, il volto sfigurato. Come gli altri due corpi, d'altronde: il primo ritrovato il 31 dicembre in una caletta in località Mezzaforno, a Cefalù: un uomo di carnagione bianca, 40-50 anni, uno dei tatuaggi sul corpo riproduce due lettere dell'alfabeto. Il secondo ritrovato il 7 gennaio tra Castel di Tusa e Milianni, nel Messinese: 40 anni circa, indossava scarpe da tennis nonostante la muta da sub, diversi tatuaggi tra cui un tribale su un avambraccio e un pipistrello sulla schiena. Anche questi due corpi erano in avanzato stato di decomposizione e stando ad esami autoptici la morte per entrambi potrebbe risalire alla metà dello scorso dicembre. La distanza massima tra le località in cui sono stati ritrovati i tre cadaveri non supera la cinquantina di chilometri. Non ci sono denunce di scomparsa, nessuno ha finora reclamato quei corpi.E poi c'è la droga, tanta, valore di oltre un milione di euro. Hashish in panetti, 300 per ognuno dei cinque pacchi del peso di circa 30 chili l'uno, pressocché uguali, ritrovati nel periodo tra l'1 e il 10 gennaio in spiagge del Messinese e del Palermitano, ma anche del Trapanese e perfino dell'Agrigentino, dall'altra parte dell'isola. Il nesso tra cadaveri di sub e pacchi di droga al momento è solo temporale ma le troppe coincidenze hanno sollecitato l'attenzione degli investigatori dei carabinieri che stanno cercando una spiegazione plausibile, per capire cosa sia accaduto nei mari della Sicilia un mese fa. --