Senza Titolo
La storiaNoi poveri e onestibeffati a ripetizioneMi chiamo Manuela, ho 40 anni e vivo a Rivanazzano Terme. Mi rivolgo a voi perché sento il bisogno fortissimo di raccontare ciò che mi è accaduto per far riflettere sullo stato attuale del nostro Paese.Per le feste di Natale, il mio compagno e io siamo partiti per la Calabria, per raggiungere la sua famiglia. Abbiamo viaggiato in auto, la mia Fiat Panda, che fa un anno di vita e che pago a rate con fatica, essendo io insegnante precaria da anni (nove)e il mio compagno attualmente disoccupato. Siamo entrambi laureati e in una situazione lavorativa che sembra essere un vicolo cieco. Tornando dalla Calabria abbiamo deciso di fare tappa a Caserta, il 30 dicembre, prenotando una notte in hotel, per visitare la famosa Reggia. Abbiamo lasciato l'auto parcheggiata sul vialone vicino al la Reggia, zona parecchio trafficata e con molte altre macchine parcheggiate.Al rientro dalla visita troviamo l'auto senza il volante. Ditemi voi se questo può accadere alla luce del sole, in pieno giorno, e se nel nostro bel Paese può esistere qualcuno che di mestiere sottrae alla gente pezzi di auto per rivenderli in qualche allegro mercato nero. Siamo rimasti per strada al freddo, a 800 km da casa. La polizia constata il danno, il carro attrezzi rimuove la macchina e a noi due ci pensi Dio. Il 31 era tutto chiuso, officine e assicurazioni. Non avendo un posto in cui stare e non potendoci permettere ancora l'hotel e pasti fuori (si sa che il 31 i prezzi salgono alle stelle) abbiamo preso un treno, a nostre spese, e siamo tornati a casa. Sono assicurata per il furto ma, ahimè, l'auto sostitutiva spetta solo in caso di guasto. Rimbalzata tra un call center e l'altro, ho parlato più con robot che con umani e il risultato è che ora la mia auto è in un deposito e che dovrò andarmela a riprendere. Si parla tanto di immigrazione e diritti degli stranieri ma delle condizioni della povera gente forse si parla troppo poco. E il nostro paese vive anche di questo, di commercianti di pezzi rubati di auto e di persone oneste che l'auto se la pagano a rate perché un lavoro fisso non ce l'hanno, anzi, non ne hanno nemmeno uno precario. Forse avrei dovuto essere solo più accorta, nel 2020, nel mio paese, un paese Europeo...Manuela NavarraRivanazzano TermeNel 2020Cominciare di nuovo(ma con più spinta)Anno nuovo, vita nuova. Ogni gennaio porta con sé l'augurio che qualcosa di atteso e di nuovo accada e qualcosa di negativo si possa buttare via insieme all'anno che si chiude, facendoci credere che il periodo che inizia sarà un punto di svolta dal quale ripartire, incarnerà un momento di stacco tra un prima e un dopo tutto da scrivere ed inventare, che permetta di lasciarci alle spalle sofferenze e fatiche. Sappiamo bene, in cuor nostro, che questo non può accadere, o può avvenire solo in parte e soltanto a patto che accettiamo di collocarci attivamente nella tensione che il nuovo genera tra il sogno e il timore.Può accadere solo se abbiamo chiaro che la nostra libertà di metterci in gioco è condizionata dal passato e dalla realtà, senza per questo essere meno ampia. E' una libertà più responsabile e certamente più concreta, è una libertà vitale che si realizza proprio in quanto trasforma la realtà che abita: è la possibilità di rinnovarsi e di creare il nuovo a partire proprio da ciò che già c'è, lavorando sapientemente e pazientemente insieme a ciò che ancora deve nascere e a cui possiamo predisporre il terreno. L'anno nuovo porterà vita nuova se siamo disposti a sperimentare e coltivare la virtù del cominciare di nuovo, che non coincide con la magica illusione di ricominciare da zero, ma con la capacità, cui siamo predisposti in quanto esseri umani, di entrare nel mondo e di generare l'inatteso e l'inedito, di rinnovare quindi la vita e le sue condizioni a partire dal reale. La virtù dell'iniziare di nuovo ci colloca proprio nella gioia dell'esistenza, ci ricolloca nel piacere di vivere, ci riporta ad avere come motore della vita stessa la passione e l'audacia.Aldo Lazzari. Pavia