«Ibra scuoterà questo Milan ora al minimo» Il supertifoso Sacco promuove lo svedese

L'intervistaRoberto LodigianiIl ritorno di Zlatan Ibrahimovic al Milan un risultato l'ha già ottenuto, a prescindere dai dubbi sulla tenuta fisica e sul rendimento in campo del 38enne campione svedese (lo scudetto del 2010/2011 e 56 gol tra campionato e coppe nelle due precedenti stagioni in rossonero): quello di riaccendere le speranze e un briciolo di entusiasmo tra i tifosi del Diavolo, depressi dalla scoppola di Bergamo con l'Atalanta e da una stagione fin qui più che deludente (con l'aggravante delle rivali di sempre Juve e Inter ai vertici della classifica). Al partito dei favorevoli all'Ibra-bis in maglia milanista si iscrive con convinzione Gianni Sacco, docente di Diritto pubblico comparato dell'Università di Pavia e coautore (con Gino Cervi, Michele Ansani e Claudio Sanfilippo) del libro "1899. A.C. Milan. Le storie», racconto lieve ma rigoroso delle vicende ultracentenarie del club milanese.«Dico assolutamente sì all'operazione che ha riportato Ibra al Milan - spiega il professor Sacco - non sarà più un ragazzo, ma un tipo come Zlatan non può che migliorare una squadra modesta quale è il Milan attuale, e fare per così dire da setaccio dei compagni, stabilendo che ha gli attributi e le qualità per continuare a giocare in rossonero e chi invece non li ha».Nessun rischio? Il ritorno di altri grandi ex, da Gullit a Shevcenko, non ha dato i risultati sperati.«Sono consapevole dei rischi, ci mancherebbe, fanno parte delle regole del gioco, però nel conto bisogna considerare diverse cose. Ibra non può essere la panacea di tutti i mali, non è il Messia, ma è pur sempre migliore di un Borini qualsiasi».Parliamo comunque di un giocatore fermo da oltre un mese, dopo l'esperienza negli Stati Uniti.«E' vero. Il personaggio, tuttavia, ha una tale dimensione e carisma che potrà sopperire anche all'eventuale gap atletico dei primi momenti. Ibra è un leader con un immenso bagaglio di esperienza, da lui mi aspetto subito qualche urlaccio in campo all'indirizzo di chi non si impegna e non dà il massimo».Il suo giudizio su Pioli.«Un allenatore pragmatico, lo paragono a un sarto che confeziona al meglio delle sue possibilità un abito con il tessuto a disposizione. Pioli è uno che bada al sodo, senza troppi svolazzi e la squadra almeno fino al black out di Bergamo aveva dato qualche segnale di ripresa».Rimpianti per Gattuso? Il Napoli ha creduto in lui per il dopo Ancelotti«Sono sempre convinto che con il quinto posto della scorsa stagione abbia ottenuto il massimo in una situazione difficile e con una squadra dalle potenzialità inferiori. Ha fatto una specie di miracolo, creando un forte spirito di gruppo. Fosse dipeso da me, lo avrei confermato ma credo siano sorti dei dissapori con la dirigenza».A proposito di società: cosa pensa della "strana coppia" Boban-Maldini?«Ci metto anche Gatzidis e diventa una triade che mi pare abbia poca amalgama e poco affiatamento. La società, francamente, mi sembra più interessata al nuovo stadio e ai bilanci, piuttosto che a migliorare la squadra. Il Fondo Eliot bada ai propri interessi, un cambio di gestione con l'arrivo di qualcuno disposto ad investire sarebbe auspicabile».Infastidito dalla presenza lassù di Juve e Inter?«Più che infastidito. Io sono un milanista che soffre non solo quando la sua squadra perde, ma anche quando le "nemiche" di sempre vanno bene. E che gode quando vanno male. Figuriamoci quest'anno, con quelle due che lottano per lo scudetto».Con Ibra, dove potrà arrivare il Milan?«Beh, sicuramente più su dell'undicesimo posto attuale. Speriamo quantomeno nella qualificazione per l'Europa league e in qualche soddisfazione lungo il cammino di ritorno. Con Ibra è lecito avere qualche speranza in più».Alla ripresa del campionato dopo la sosta sarà a San Siro?«Certamente, sarò sugli spalti a soffrire e tifare».Al Meazza arriva la Sampdoria di Claudio Ranieri, un avversario sulla carta abbordabile.«Sulla carta, l'ha detto. Ma di squadre abbordabili e di partite facili, al momento, non ce ne sono». --© RIPRODUZIONE RISERVATA