La Provincia autorizza l'impianto in area Cipal per trattare i fanghi
MORTARA. La Provincia ha concesso il nulla osta alla Agrorisorse, ex Ecotrass. Nell'area Cipal di via Albert Einstein l'impianto di trattamento della società bergamasca produrrà fino a 60mila tonnellate annue di fanghi destinati all'agricoltura. Nel dettaglio, l'autorizzazione provinciale rilasciata due anni fa parlava della realizzazione e dell'esercizio di un impianto di messa in riserva, trattamento-condizionamento e recupero a beneficio dell'agricoltura di rifiuti speciali non pericolosi, oltre alla produzione di gesso di defecazione da fanghi. Diverse le condizioni poste oggi dalla Provincia: i lotti di gesso di defecazione da fanghi sono quantificati in un massimo di 4.980 metri cubi, pari a 5.970 tonnellate, mentre il quantitativo massimo di messa in riserva di rifiuti speciali non pericolosi (comprensivo dei fanghi-rifiuti in entrata, in trattamento, pronti al recupero, da sottoporre a verifica analitica e da respingere perché non idonei) non potrà superare i 21.170 metri cubi (circa 25.400 tonnellate). Inoltre, il quantitativo massimo di rifiuti ritirabili nell'impianto che possono essere destinati al trattamento-condizionamento non potrà superare le 28mila tonnellate l'anno e quello destinato al recupero le 32mila tonnellate. La produzione dei gessi potrà essere effettuata in alternanza a quella dei fanghi, dato che l'impianto è dotato di una sola linea di trattamento indipendente. Infine, il recupero agronomico dei fanghi provenienti dal trattamento non potrà superare le 28mila tonnellate l'anno. Il Cipal, consorzio intercomunale guidato dal cilavegnese Giuseppe Colli, aveva venduto il terreno di 20mila metri quadrati a circa 700mila euro, cui si erano aggiunti circa 500mila euro per lo sbancamento del terreno e l'acquisto dei materiali. Gli occupatiIl nuovo impianto garantirà una decina di posti di lavoro, per cui sono previste agevolazioni nelle assunzioni per i residenti nei Comuni soci del Cipal Cilavegna, Robbio, Ceretto, Cergnago, Confienza, Cozzo, Lomello, Palestro, Parona, Sant'Angelo, San Giorgio, Sartirana, Valle e Velezzo. L'area occupata dalla Agrorisorse sarà impermeabilizzata per 17.450 metri quadrati, mentre 3.310 metri quadrati resteranno verdi. Il fabbricato di lavorazione dei fanghi avrà una superficie di 8.325 metri quadrati ed è previsto l'arrivo di sette camion al giorno. Quello di Mortara sarà il 13esimo impianto autorizzato a produrre fanghi in provincia di Pavia, territorio che detiene il primato negli spandimenti. Il Comune di Mortara rimane contrario. «Avevamo chiesto - dice il sindaco Marco Facchinotti - di bloccare l'autorizzazione al trattamento di fanghi per tutelare la salute pubblica. I nostri legali hanno prodotto diversi documenti dimostrando l'eccessiva concentrazione di questi impianti in Lomellina». --Umberto De Agostino