Pelosi sfida Trump, si vota l'impeachment

dall'inviatoPaolo Mastrolillinew york. Vestita di nero, come se celebrasse un funerale. La Speaker Nancy Pelosi ha avviato così il procedimento di ieri alla Camera per votare l'incriminazione di Donald Trump: «Oggi, solennemente e tristemente, apro il dibattito sull'impeachment del presidente degli Stati Uniti. Se non agissimo ora, mancheremmo al nostro dovere. È tragico che le azioni sconsiderate del presidente rendano l'incriminazione necessaria. Non ci ha lasciato scelta». Doug Collins, il deputato della Georgia che guida la minoranza repubblicana nella Commissione Giustizia, le ha risposto così: «Questo è un impeachment basato sulle supposizioni. Noi vinceremo nel merito del processo e dei fatti. Perché gli americani sapranno vedere la realtà». Quando il nostro giornale è andato in stampa il voto non era ancora avvenuto, ma pochi avevano dubbi sul risultato. Lo stesso Trump, partendo per un comizio elettorale in Michigan col vice Pence, ha commentato così via Twitter: «Potete credere che oggi verrò incriminato dalla sinistra radicale, i democratici nullafacenti, e non ho fatto nulla di sbagliato! È una cosa terribile. Leggete la trascrizione (della telefonata col collega ucraino Zelensky a cui aveva chiesto il favore di indagare sui Biden, ndr). Ciò non dovrebbe mai più accadere ad un altro presidente. Recitate una preghiera!». Dando per scontata la compattezza dei deputati repubblicani nella difesa del capo della Casa Bianca, l'unica incertezza riguardava quanti democratici avrebbero defezionato. Ma secondo tutti i calcoli della vigilia, non sarebbero comunque stati abbastanza per impedire che Trump diventasse il terzo presidente nella storia a subire l'impeachment.Le sei ore di dibattito hanno seguito le posizioni consolidate: da una parte i democratici, secondo cui il favore chiesto a Zelensky era la sollecitazione di un'ingerenza straniera nelle elezioni democratiche americane, e quindi un tradimento; dall'altra i repubblicani, secondo cui l'accusa non ha provato alcun crimine e quindi la rimozione della capo della Casa Bianca è ingiustificata, ma è solo un'operazione politica. La pratica passa al Senato: a gennaio comincerà il processo. La condanna sembra esclusa perché i repubblicani hanno la maggioranza e 20 di loro dovrebbero tradire Trump per farlo cadere. Se però 4 senatori del Gop si unissero ai democratici per cambiare le regole del procedimento, verrebbero convocati nuovi testimoni che potrebbero fornire altre prove contro il presidente.I sondaggi al momento dicono che l'America è spaccata sull'impeachment, ma Trump ha scavalcato gli avversari democratici negli Stati chiave per le elezioni 2020. --© RIPRODUZIONE RISERVATA