Tracce di anabolizzanti Iannone positivo Ecco come la MotoGp scopre il doping
La MotoGp per la prima volta nella sua storia si trova a fare i conti con il doping. Quella che sembrava un'isola felice ha avuto un brusco risveglio, con la Federazione Motociclista Internazionale che ha sospeso provvisoriamente, ma con effetto immediato, Andrea Iannone da ogni attività sportiva. Il laboratorio di Kreischa, in Germania, struttura accreditata dalla Wada (l'agenzia antidoping internazionale) ha riscontrato tracce di «steroidi anabolizzanti androgenici esogeni» in un campione di urine del pilota dell'Aprilia. Il prelievo era stato fatto a Sepang lo scorso 3 novembre, in occasione del penultimo Gp della stagione. Pochi i precedenti: Anthony West nel 2013, quando correva in Moto2, fu trovato positivo a uno stimolante, la metilexaneamina, e squalificato per 18 mesi, mentre nel 1997 ad Anthony Gobert il vizio della marijuana costò il licenziamento dalla Suzuki. «Sono totalmente tranquillo» la reazione di Iannone. Per Andrea il 2019, primo anno sull'Aprilia, non è stato facile. Un'unica buona gara in Australia, tanti piazzamenti nelle retrovie e un infortunio alla spalla sinistra a Misano. Una possibilità è che per curarsi il pilota di Vasto abbia assunto medicinali che contengono la sostanza proibita senza avvertire la commissione medica della Federazione. «In questa stagione mi sono sottoposto a continui controlli, risultando sempre negativo - la sua difesa -. Ho massima fiducia nella conclusione positiva di questa vicenda». Iannone potrà chiedere una controanalisi, «e sono disponibile a farlo», oltre alla revoca della sospensione. «Sono sorpreso, perché non ho ancora ricevuto nessuna comunicazione ufficiale» ha sottolineato. La Fmi deciderà solo dopo la seconda analisi l'eventuale pena, che nei casi più gravi può arrivare a 4 anni oppure limitarsi a una reprimenda se si rilevi la buona fede del pilota. --M. A.© RIPRODUZIONE RISERVATA