Bocciati nella differenziata la raccolta rifiuti così non va
VIGEVANO. A differenziare la spazzatura male non si ottengono solo basse percentuali nei rapporti di Legambiente ma si spende di più. È un fiume in piena l'amministratore unico di Asm-Isa Giorgio Tognon, dopo la pubblicazione di ieri del rapporto annuale sulla raccolta differenziata del 2018 da parte dell'associazione ambientalista. Sostanzialmente, la provincia intera arranca a un misero 51 per cento, con una media ulteriormente abbassata dalle tre città principali: Pavia, Vigevano e Voghera. Come sta andando la raccolta differenziata a Vigevano? «Anche per il 2019 siamo sempre attorno al 58 per cento; un po' meglio rispetto ai dati pubblicati, ma non ci schiodiamo da lì». Cosa pensa della ricerca di Legambiente? «I dati sono quelli che le varie società inviano a Ispra. Riportano quanto indichiamo nei nostri formulari, ma sono solo quantitativi. Legambiente fornisce un'elaborazione di questi numeri, ma il problema sta alla base. In Europa se ne sono accorti e ora, oltre al 65 per cento di quantità, vogliono anche che venga superato un altro indice. Occorre che almeno la metà di quanto raccolto venga destinato al recupero». Migliorerete l'indice della quantità di rifiuti differenziati con il centro di pretrattamento in corso Torino e la doppia piazzola ecologica in via Ceresio che volete costruire grazie alla vendita delle quote dell'inceneritore di Parona? «No, gli investimenti previsti non ci porteranno magicamente a superare la soglia del 65 per cento di spazzatura separata. Aiuteranno però, e molto, la gestione del ciclo dei rifiuti, finendo con abbassare la bolletta dei vigevanesi. Voghera, per muoversi dall'attuale situazione, ha deciso di investire tre milioni di euro e rimettere i cassonetti, in cui si potranno buttare i rifiuti solo con una tessera personale. Non sono convinto che possa essere una soluzione praticabile a Vigevano».Si spieghi meglio.«Faccio un esempio. A Vigevano la raccolta del verde, che viene fatta con i cassonetti lungo le strade, produce un rifiuto che viene portato allo smaltimento al costo astronomico di 85 euro alla tonnellata, perché ricco di impurità, dovute al fatto la gente butta di tutto in questi contenitori. Da Tromello, dove abbiamo sperimentato con successo una formula di raccolte programmate del verde, arriva un prodotto pressoché perfetto. Smaltirlo ci costa meno di 50 euro alla tonnellata». Quindi è colpa dei vigevanesi?«Più i vigevanesi sbagliano a differenziare la spazzatura e più i costi lievitano. Per tutti i residenti. Anche gli abbandoni costituiscono una voce che finisce con aumentare le spese a carico della collettività». Ha prima accennato alla raccolta differenziata negli altri Comuni che sono soci e clienti di Asm-Isa. Come sta andando? «Nel 2019 da Tromello e Borgo San Siro abbiamo superato tutti i mesi il 70 per cento di spazzatura differenziata, con punte addirittura superiori al 75 per cento. A Garlasco, dove siamo partiti nello scorso mese di luglio, siamo costantemente sopra il 70 per cento. A Gravellona e Cassolnovo partiremo il 13 gennaio prossimo, con modalità simili: ci aspettiamo i medesimi, ottimi risultati ottenuti in Lomellina». --Oliviero Dellerba