Duomo da curare l'appello ai privati e al Comune «Servono soldi»
PAVIA. La manutenzione dei tetti e della cupola del duomo da cui l'acqua comincia ad infiltrarsi, la realizzazione della pavimentazione, la messa in sicurezza del campanile per consentire alle campane, in silenzio da trent'anni, di tornare a suonare, la conclusione dei lavori nello spazio esterno che si affaccia su via Cardinal Riboldi. L'elenco degli interventi da realizzare verrà affisso a breve in cattedrale perché la Fabbriceria del Duomo, proprietaria del monumento, si appella alla città, bussa alle porte di sponsor privati e chiede al Comune di rivedere la somma messa in bilancio per gli edifici di culto, come prevede una legge regionale del 2015. taglio dei fondiSomma passata da 200mila nel 2018 (ma dopo una integrazione) ai circa 100mila euro del 2019, da destinare alla diocesi che poi provvede a ripartirla alle parrocchie pavesi che hanno sostenuto spese per interventi di sistemazione. Al duomo, negli anni scorsi, veniva assegnata una quota significativa, pari a 48mila euro. Quest'anno, stando ai primi conti, la cifra dovrebbe scendere a circa 16mila.«Pochi per riuscire a concludere i lavori dell'area esterna», spiega il presidente della Fabbriceria Franco Mocchi. «Gli ultimi ritrovamenti archeologici inducono ad ulteriori indagini - aggiunge -. A bilancio avevamo prudenzialmente inserito 40mila euro, ma ora, se il Comune confermerà lo stanziamento, saremo costretti a rivedere i nostri programmi per il 2020, bloccando il cantiere. La speranza è di trovare altri finanziatori o uno sponsor privato per proseguire un intervento importante». norme da rispettareUno stanziamento che, fa sapere l'assessore al bilancio Chiara Rossi, deve rispettare i criteri stabiliti dalla normativa vigente.«La somma dipende dalle entrate legate agli oneri di urbanizzazione secondaria che, in parte, vengono destinati agli edifici di culto - spiega Rossi -. Ma non va dimenticato che era la stessa somma del bilancio di previsione 2018, poi variata. Qualora si verificheranno le condizioni, l'amministrazione intende integrare questi importi». Risorse che comunque sono solo parte di quelle indispensabili per restituire alla città quello che è stato il primo monumento religioso studiato in Italia come rinascimentale, frutto del genio di Bramante e di Leonardo. Per questo la Fabbriceria ha deciso di far conoscere ai fedeli gli interventi necessari per ridare dignità alla cattedrale voluta nel 1481 dal cardinale Ascanio Sforza, fratello del duca di Milano e vescovo di Pavia. il monumentoUn progetto del 1488, opera di un gruppo di lavoro di cui fecero parte Amadeo e Rocchi e diretto dal Bramante, presenza determinante per l'impostazione, fortemente innovativa ,della struttura della chiesa, con la cupola centrale circondata dalle cappelle, a pianta ottagonale, un'altezza di 97 metri, una luce di 34 ed un peso di 20mila tonnellate, numeri che le consentono di essere la quarta in Italia per dimensioni. Scrigno di tesori. Come la cripta, meravigliosa opera architettonica voluta dal Bramante, e le scale di sicurezza a fianco dell'altare maggiore, superbo con i marmi grigi e rosa che dalla cava di Candaglia vennero trasportati attraverso i Navigli e che ora splendono nella luce che si diffonde dai grandi rosoni.le priorità«Prima di ogni cosa - spiega il presidente Mocchi - viene la manutenzione ordinaria, perché procrastinarla significa poi dover affrontare spese ben superiori. Per questo abbiamo predisposto per il 2020 un piano manutenzione ordinaria e straordinaria che prevede interventi alla cupola e ai tetti».Cupola già segnata dalle prime infiltrazioni. Fondamentale è anche la messa in sicurezza del campanile. Per rompere il silenzio delle otto campane bisogna valutare se è in grado di reggere alle vibrazioni. Poi c'è da realizzare i circa 2500 metri quadrati di pavimentazione, un costo che potrebbe oscillare da 900mila euro a 3 milioni, a seconda della tipologia dei materiali. «Interventi - precisa il presidente - che si possono realizzare solo con l'aiuto di privati, perché i finanziamenti pubblici, anche a fondo perduto, richiedono una quota di cofinanziamento da parte della Fabbriceria che però non ha risorse». --Stefania Prato