La casa famiglia Anffas «Aiuteremo i disabili a diventare autonomi»

VIGEVANO. Sabato aprirà la nuova sede dell'Anffas. La sezione di Vigevano dell'Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale ha una nuova casa: è un capannone ristrutturato in via Santa Maria 26. «Dopo un percorso durato più di otto anni - ha spiegato Benedetta Croci, presidente Anffas Vigevano - siamo riusciti a creare un luogo condiviso in cui le persone con disabilità potessero imparare a vivere da sole, avviando un percorso di indipendenza. Si tratta di un luogo di aggregazione che ha l'aspetto di una casa: nei bagni, per esempio, c'è una doccia. Il fine è che queste persone imparino a lavarsi, cambiarsi, a lavare i propri indumenti, i piatti, le posate, a fare la raccolta differenziata e altro ancora. In altre parole i gesti, quindi, della classica vita quotidiana di tutti i giorni. L'obiettivo è quello di proporre una palestra di vita indipendente che sarà il primo passo verso la progressiva emancipazione. L'obiettivo è che imparino a gestire la quotidianità in un appartamento vero e proprio». La nuova sede, che sarà inaugurata sabato alle 16, fa parte del progetto "Per fare casa-officina insieme" che si propone di offrire un servizio di accoglienza ed informazione, avviando poi le persone con disabilità, insieme alle famiglie, a una vita indipendente. «I ragazzi - ha proseguito Croci - stanno già frequentando dei laboratori occupazionali che si svolgono sul territorio vigevanese il venerdì pomeriggio. Tra le possibilità ci sono, ad esempio, la gelateria etica "Dolce positivo" e l'agriturismo "Carlo e Nadia". Poi ci sono laboratori artistici come quello di teatro, d'arte, decoupage, cucito, bocce, nordic walking e molti altri. Ogni ragazzo e ragazza, sceglie quali e quanti laboratori frequentare, non c'è alcun vincolo: vanno da uno a otto. Siamo in partnership con la cooperativa "Come noi" di Mortara». «È un obiettivo importante - hanno commentato il sindaco Andrea Sala e gli assessori Andrea Ceffa e Maria Antonietta Moreschi - perché oltre a favorire l'inclusione sociale delle persone con disabilità, è un grande aiuto e sostegno per le loro famiglie». --Selvaggia Bovani