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Anna GhezziPAVIA. Ha curato migliaia di bambini, a Pavia, nel suo studio di via Cavallini e a domicilio quando non potevano uscire di casa, o quando i genitori erano troppo preoccupati. Rispondeva al telefono sempre, 24 ore su 24, in tanti lo ricordano così, mentre si prendeva cura di figli, fratellini, nipoti. Il pediatra Luciano Polito è morto sabato a 89 anni, ne avrebbe compiuti 90 il 1 febbraio. I funerali si terranno stamattina a mezzogiorno nella cappella del Sacro Cuore (via Verdi, 25). A Pavia Polito era arrivato nel 1966 per seguire la moglie, la professoressa Francesca Severi, alunna e assistente di Roberto Burgio, morta a 89 anni, proprio il giorno di Natale di tre anni fa. I primi tre anni a Pavia è stato medico condotto a Mirabello, poi aveva scelto la libera professione di pediatria. Negli ultimi anni a occuparsi di uno dei pediatri più conosciuti di Pavia è stato il fratello Enrico, già primario di Pediatria a Vigevano e di 15 anni più giovane. «Mio fratello si è laureato con Burgio a Perugia - ricorda Enrico -. Poi ha scelto la strada della libera professione: era molto conosciuto e apprezzato, ha curato mezza Pavia. Lui era sempre molto disponibile, direi 24 su 24, per i pazienti, era un gran lavoratore, con molto garbo, è sempre stato una persona gentile, molto contento di poter aiutare bimbi dato che non aveva figli». «Eravamo amici da sessant'anni - ricorda il professor Giorgio Rondini, fondatore della Neonatologia a Pavia e collega della moglie di polito al Policlinico, di cinque anni più giovane -. Ci siamo conosciuti a Perugia quando la clinica era diretta dal professor Burgio. Ci siamo laureati entrambi con lui. Polito allora faceva il pediatra in un paesino vicino a Perugia ma frequentava anche la clinica, con sua moglie che era l'aiuto di Burgio. Io, lui, la professoressa Severi, Rossoni e Vaccaro eravamo tutti amici e insieme siamo partiti da Perugia. Lui ha lasciato il suo posto e ha seguito la moglie, ha scelto la libera professione e ci ha azzeccato. Era nato per quello, sapeva andare nelle case, trattare con mamme e nonne, era speciale, generoso, preciso e tenero con i più piccoli. Ha persino portato mia moglie in ospedale quando era incinta del primo figlio». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI