Addio Poulidor eterno secondo che il nipote ora vendicherà

IL PERSONAGGIOAntonio SimeoliIncredibilmente e magnificamente rappresentava per i francesi la maglia gialla, anche se lui, la maglia gialla in carriera, una lunghissima carriera di fatica, delusioni, tanto orgoglio e amore della sua gente, il simbolo del primato della Grande Boucle non l'aveva mai indossato nemmeno in una semitappa pur avendo vinto grandi corse come Sanremo, Freccia e Vuelta. Se n'è andato ieri a 83 anni a Saint Leonard de Noblat nel sud ovest della Francia, Raymond Poulidor. Era da tempo malato di cuore. «Rimarrà per sempre maglia gialla nel cuore dei francesi, per i suoi exploit, il suo brio e il suo coraggio», ha detto il presidente francese Emmanuel Macron. Il direttore del Tour, Christian Prudhomme, l'ha perfettamente chiamato «il campione del popolo». Incredibilmente, e magnificamente, era ricordato e onorato più di molti campioni che la maglia gialla l'avevano indossata e vinta. Anche se aveva solo vinto 7 tappe al Tour in 17 edizioni. Memorabile il duello tra Jacques e Raymond sul Puy de Dôme nel 1964. Anquetil, con già 5 maglie gialle in bacheca, l'anno dopo scelse il Giro (che Poupoù non corse mai), promise soldi ai rivali affinché non facessero trionfare il favoritisismo Poulidor. Invece, dall'Italia arrivò il giovane Felice Gimondi, andatosene a fine agosto, e gli rovinò i piani. Poi? Raymond corse fino al 1977 imbattendosi nell'uragano Eddy Merckx. Che ieri ha salutato «un amico che se ne va». Totale: otto podi al Tour dal 1961 al 1976, l'ultimo a 40 anni, mai quello più alto. Ma "Poupoù" s'è preso una rivincita: ha fatto in tempo a vedere piombare nel mondo del ciclismo il talento del nipote Mathieu Van der Poel, figlio della sua Corinne e di Adrie: campione di ciclocross e mtb e destinato a vincere molto anche su strada. E dedicherà, statene certi, una maglia gialla a nonno Raymond. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI