Senza Titolo
L'INTERVISTALuca Marini non è solo il fratello di Valentino Rossi ma è anche un buonissimo pilota. Quest'anno ha vinto due Gp in Moto2, dopo il primo successo nel 2018, e anche nel 2020 sarà al via nella classe di mezzo con una Kalex dello Sky Racing Team Vr46, la scuderia nella quale hanno unito le loro forze l'emittente satellitare e il Dottore e che partecipa anche al Mondiale delle Moto3. Partiamo dal numero 46: tutti si chiedono se lo vedremo in pista anche nel 2021?«Non credo che al momento Valentino abbia già le idee chiare, anzi sono convinto che vorrà vedere come andranno le cose nelle prime gare del prossimo Mondiale. Comunque lo vedo molto carico e fiducioso del lavoro che si sta svolgendo in Yamaha in proiezione 2020. Se parte forte va avanti di sicuro ed è quello che speriamo tutti, lui compreso naturalmente». Suo fratello si diverte ancora?«Sì ed è anche questo, insieme con il talento di cui non stiamo neanche a discutere, a fare la differenza. Alla base, però, c'è la passione. Lui per le moto e per il nostro sport ne ha più di tutti gli altri. È un amore smisurato».Anche in casa Yamaha la concorrenza si è alzata.«Con Fabio Quartataro, che da esordiente in MotoGp ha subito viaggiato alla grande, c'è stata una una scossa ma tutti e quattro i piloti, compresi Franco Morbidelli e Maverick Viñales, sono fortissimi. Sono convinto che nel 2020 si prenderanno delle belle soddisfazioni».E se Valentino dovesse continuare potreste trovarvi in griglia di partenza insieme.«Sarebbe bellissimo (sorride felice, ndr). Approdare nelle MotoGp è il mio obiettivo e sfidarlo sarebbe il massimo, davvero. Spero tanto che possa succedere. Tempo ce n'è perché lui un posto in griglia lo troverà sempre, anche se dovesse fermarsi per uno o due anni e quindi decidere di tornare a gareggiare». Lei, intanto, è sulla buona strada.«Arrivo da una stagione positiva, la mia migliore: è importante continuare a migliorarsi, ci sono stati alti e bassi ed è su quello che vorrei lavorare il prossimo anno. Penso che la categoria sia difficile, piena di piloti forti con le moto tutte uguali: la costanza credo sia la chiave per fare bene. Sono anche riuscito a vincere due gare, in Thailandia e in Giappone, ma Alex Marquez, che poi ha conquistato il titolo, era già lontano in classifica».Un'annata in crescendo.«Ed è molto importante, anche se all'inizio non siamo partiti bene. Nella pausa sono dovuto finire sotto ai ferri alla spalla sinistra e di certo ciò non mi ha aiutato. Poi ho commesso degli errori e anche a livello di team non abbiamo lavorato benissimo. Non siamo stati pronti come altre scuderie, va ammesso: ci deve servire da lezione per il futuro, perché sarà necessario essere competitivi fin da subito. Intanto chiudiamo bene il 2019 con l'appuntamento di Valencia, poi tuffiamoci nel 2020.Nel 2019 si è quasi partiti da zero.«Vero. È cambiato tutto, dal motore alla gomma posteriore. L'esperienza accumulata sulla moto precedente non serviva più e così anche i debuttanti sono stati avvantaggiati. Il livello è sempre più alto, posso assicurarlo perché ormai ho già vissuto quattro stagioni complete. Tra l'altro Alex Marquez ha deciso di restare in categoria». E potrebbe anche ritornare Johann Zarco.«Uno che ha vinto due Mondiali nella classe di mezzo. Insomma, la concorrenza aumenta sempre di più (sorride, ndr)». Si è chiesto come mai Alex Marquez non sia approdato in MotoGp? C'è chi sospetta che dargli una moto che non sia una Honda potrebbe fare arrivare informazioni al fratello.«No, secondo me ha ricevuto delle proposte che non hanno soddisfatto la sua ambizione. Nella sua condizione avrei fatto la stessa scelta, tanto più che correre in Moto2 non è certo brutto. Anzi ti aiuta a prepararti nella maniera migliore per fare il salto di categoria a cui tutti puntiamo. Vincere è la cosa più bella, salire sul gradino più alto del podio ci esalta molto più che arrivare quindicesimi (ride, ndr)». Nel 2017 ha vinto il Mondiale Moto2 Morbidelli, nel 2018 Pecco Bagnaia. Nel 2020?«Sarà ancora Alex il favorito ma è chiaro che il titolo è anche un mio obiettivo e che sarebbe bello riportarlo in Italia dopo le imprese di Franco e Pecco».Avrà un nuovo compagno, Marco Bezzecchi, reduce da un'annata complicata. Prenderà il posto di Nicolò Bulega.«Sono contento dell'arrivo del "Bez" e sono certo che il passaggio dalla Ktm alla Kalex gli farà bene, perché la nostra è una moto più facile e completa rispetto a quella austriaca, che ha comunque molti pregi. Con Marco ci aiuteremo fin da subito».Nello Sky Racing Team VR46, Moto3, si rivedrà Andrea Migno, rientrato alla base dopo due anni.«Gran ritorno, la nostra è una grande famiglia e si sta proprio bene. E la classe leggera è la più divertente: sono tutti matti». --Mauro Corno BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI