Video-gogna contro gli immigrati Online chi ha una casa popolare

BOLOGNA. Una passeggiata nello storico quartiere della Bolognina - nella prima periferia della città, teatro della svolta con cui il segretario Achille Occhetto trent'anni fa sancì la fine del Partito Comunista Italiano - mostrando e citando in un video i cognomi stranieri di chi abita nelle case popolari della zona. Con l'obiettivo di dimostrare che gli italiani sono esclusi o, quanto meno, penalizzati. È bufera a Bologna sull'iniziativa elettorale del parlamentare di Fratelli d'Italia, Galeazzo Bignami, accompagnato dal capogruppo in consiglio comunale, Marco Lisei, sicuro candidato alle prossime Regionali del 26 gennaio. Contro il video, che è stato pubblicato su Facebook nei giorni scorsi scatenando polemiche in città, si sono scagliati sia il sindaco Virginio Merola che il presidente della Regione Stefano Bonaccini. «Ognuno usa gli strumenti che preferisce, ma non vorrei una guerra tra deboli», la replica del governatore uscente, in corsa per un secondo mandato con il centrosinistra. Scopo del video, spiegano gli esponenti di Fratelli d'Italia che lo hanno pubblicato, è quello di mostrare, raccogliendo «segnalazioni dei cittadini», che i criteri di assegnazione degli alloggi favoriscono i cittadini stranieri. Bignami e Lisei parlano di discriminazione ai danni dei cittadini italiani e spiegano la loro posizione: «Ci diranno che stiamo violando la privacy, ma non ce ne frega assolutamente nulla - dicono decisi - perché se decidi di vivere in un alloggio popolare e c'è il tuo nome sul campanello, bisogna che tu ti metta nell'ottica che poi qualcuno può andare a vedere».Il sindaco Merola aveva citato l'episodio già nei giorni scorsi, pur senza fare nomi, condannando l'accaduto: «Le case popolari vengono concesse a chi ne fa richiesta in base al reddito e al disagio sociale e non certo alla nazionalità - ha ribadito il primo cittadino, ricordando i criteri cui si attengono i Servizi sociali -. Se guardate i regolamenti proposti dalla Lega, scoprite che sono basati sull'anzianità di residenza, un criterio che finisce per escludere anche i lavoratori che arrivano dal Mezzogiorno. Dunque non soltanto gli stranieri». E a Bologna, ha ricordato il sindaco Virginio Merola, «otto immigrati u dieci arrivano dal Meridione, dunque la Lega promette cose che sono delle balle». Il Comune, comunque, pare non intenzionato a procedere ad azioni legali contro i due esponenti di fratelli d'Italia. «Mi piacerebbe una campagna civile e non di contrapposizione mettendo le persone le une contro le altre», dice il sindaco. Aggiunge invece Bonaccini: «Fare dell'Emilia-Romagna una caricatura può apparire persino curioso agli emiliano-romagnoli, che sono consapevoli che indubbiamente esistono delle difficoltà, ma conoscono anche i livelli di qualità assicurati dai nostri servizi sociali». --