Non ci sono soldi per le sponde il Po mette a rischio il traliccio
SANNAZZARO. Aipo, l'agenzia interregionale che si occupa del Po, non raccoglie l'appello dei sindaci della zona, che chiedono di rinforzare le sponde del fiume per impedire alla corrente di scavare la riva e arrivare ai tralicci dell'alta tensione. «Al momento non ci sono i soldi per compiere gli interventi, si dovranno attendere tempi migliori».Ma il Po non aspetta. Ormai è allarme perché le acque del fiume che lambiscono la sponda di destra, all'altezza del ponte della Gerola e dell'affluenza del torrente Scrivia, erodono a ogni piena decine di metri di terra.Dopo l'ultima piena l'acqua è arrivata a meno di 25 metri dal traliccio dell'alta tensione posizionato in terraferma. Solo tre anni fa a separare quel traliccio dall'acqua c'erano oltre 200 metri di terra, una distanza ritenuta di sicurezza.Oggi la situazione di erosione è in costanze peggioramento su entrambe le sponde. Il Po lo fa da sempre, solo le massicciate in cemento a protezione di alcune aree hanno arginato finora il fenomeno. Dopo lo spostamento del corso d'acqua verso destra, sulla sponda dove le recenti ricerche hanno anche verificato l'instabilità di due piloni di sostegno del ponte della Gerola, è ripreso inesorabile il fenomeno dell'erosione. Le acque stanno sottraendo, piena dopo piena, ampi lembi di terra e i tratturi della sponde, sino a ad arrivare ormai a poche decine di metri dal grande traliccio dell'alta tensione della ditta Terna. Ma il fenomeno si presenta anche sulla sponda lomellina del fiume, la riva di sinistra. «Anche da questa parte il fiume ha eroso diverse decine di metri di spiaggia - dicono i barcaioli che solitamente attraccano alla "Tana del lupo". - Solo un anno fa in questa zona si approdava comodamente con le barche ancorate all'altezza del terreno; oggi occorre superare un dislivello di alcuni metri. Stiamo perdendo la caratteristica più bella del fiume: la sua accessibilità». A giugno, per la processione delle barche illuminate sul Po, alla presenza del vescovo Maurizio Gervasoni, diversi volontari hanno lavorato per giorni per rendere possibile l'accesso alle barche, eliminando il pesante dislivello. allarme dei barcaioli«Le autorità devono intervenire - dice il veterano dei barcaioli della zona, Claudio Bompan. - In Oltrepo le acque minacciano il traliccio; in Lomellina vengono sottratte decine chilometri di campi coltivati. Le rive vanno subito rafforzate con prismi in cemento armato». Intanto il Po non attende: la recente piena ha avvicinato ancor più il fiume al traliccio di Terna, che fornisce energia a una decina di paesi della sponda sinistra. Oggi il fiume è a poco più di venti metri dalla linea di alta tensione; poi aggredirà i plinti del traliccio. --Paolo Calvi