Editoria 5.0: ok a incentivi per il digitale e i giovani
Flavia AmabileROMA. Un piano 5.0 per l'editoria con incentivi per un ricambio generazionale che porti giovani nelle redazioni con competenze diverse, non solo giornalistiche. E poi, difesa del sistema delle edicole e rinvio dei tagli ai fondi per l'editoria. È la proposta illustrata davanti alla commissione Cultura della Camera dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega all'Editoria, Andrea Martella (Pd). Il piano ha l'obiettivo di fornire strumenti concreti per affrontare la profonda crisi che da anni attraversa il settore. Martella l'ha definita «una crisi finanziaria profonda, che ha ormai assunto caratteri strutturali, soprattutto per la stampa quotidiana e periodica».Per risolverla è necessaria «una riforma complessiva dell'intero quadro legislativo e regolatorio, che recepisca il necessario cambio di paradigma nel sostegno pubblico all'editoria. In altri termini, occorre una nuova legge di sistema per l'editoria, per qualche verso paragonabile per impatto a Industria 4.0. Una legge che potremmo definire Editoria 5.0». Il rinvio dei tagliIl sistema - ha aggiunto - è affetto da «un'incoerenza interna» e «l'esigenza di un riordino è non più evitabile». Ecco perché - ha spiegato Martella - è stato proposto con la legge di bilancio 2020 il differimento di un anno del taglio dei contributi diretti all'editoria, previsti dal precedente governo, in modo da «ridisegnare in tempi ragionevoli il nuovo sistema di sostegno».L'altro fronte di investimento - ha sottolineato - «è costituito dai giovani, che devono essere posti al centro delle politiche di sostegno all'editoria e alla domanda di informazione di qualità, anche attraverso campagne di promozione della lettura e incentivi al consumo di prodotti editoriali». Dovranno quindi essere previste agevolazioni per l'acquisto di abbonamenti a giornali e periodici. Misure per l'occupazioneIl ricorso ai prepensionamenti dovrà garantire - secondo Martella - un effettivo turnover, con almeno un'assunzione ogni due uscite. Ad essere assunti saranno giovani, giornalisti o esperti con particolari competenze nelle nuove professioni dell'informazione. Nuove risorse saranno ricavate dalla digital tax, dopo la decisione di destinare una quota del 5% del gettito al fondo per il pluralismo e l'innovazione. L'obiettivo del governo è anche un rapido recepimento della direttiva Ue sul copyright, per affermare «il principio di adeguata e proporzionata remunerazione» dei contenuti editoriali da parte dei giganti del web. Martella ha ricordato che «a rendere meno libera la stampa italiana sono anche la bassa remunerazione e la diffusa precarietà nel lavoro giornalistico e che occorre riconoscere a tutti i giornalisti un equo compenso per la loro prestazione, da individuarsi secondo criteri certi e condivisi». Per tale scopo il sottosegretario ha fatto presente che provvederà a reinsediare la Commissione sull'equo compenso prevista dalla legge, confidando che «si possa giungere entro tempi ragionevoli all'attesa regolamentazione dei compensi giornalistici». La difesa delle edicoleMartella ha posto l'accento sulla necessità di salvaguardare l'informazione locale e di difendere il sistema delle edicole, ampliando la loro offerta, ad esempio, ai servizi anagrafici. Molto importante anche il ruolo delle agenzie di stampa, che forniscono un servizio essenziale per la democrazia. «A fronte dei risultati positivi conseguiti con la procedura di gara, resta inalterato - ha puntualizzato - il problema che la competizione aperta non è il modello ideale per la natura stessa dei servizi di agenzia di stampa». I contratti in essere in scadenza a marzo 2020 - ha annunciato - potranno essere prorogati fino a settembre 2020. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI