La ragazza in fuga con il killer Una notte tra domande e bugie

il raccontoAmica da una vita, fidanzata da appena tre giorni, Giorgia D. è la ragazza con cui Valerio Del Grosso, l'assassino di Luca Sacchi, ha trascorso la notte dopo il delitto. «Era agitato, ma all'inizio mi ha solo detto che il suo amico Paolo Pirino aveva dato una bastonata a una persona». La drammatica verità - come si legge nel verbale dell'interrogatorio di Giorgia, contenuto nel decreto di fermo di Del Grosso e Pirino - emerge solo la sera dopo, quando un altro amico la mette in guardia su «cosa aveva davvero combinato Valerio» e quest'ultimo ammette di «aver sparato in testa ad una persona senza specificarne le motivazioni». «"Vatti a costituire", gli ho detto. E glielo hanno consigliato anche gli amici, ma lui è tornato in albergo». Quell'albergo, il "Cervara Hotel Park", dove nelle ore dopo l'omicidio, si erano recati Valerio e Giorgia. «Alle 23.15 ho ricevuto uno squillo da parte di Valerio che mi avvisava che era arrivato sotto casa mia. Appena giù l'ho visto che scendeva da una Smart bianca di proprietà di un nostro comune conoscente di nome Paolo Pirino». Valerio le chiede se possono usare la sua 500 e Giorgia accetta. Inizia un giro nella notte «durante il quale Valerio per diverse volte mi faceva fermare con la vettura per scendere a parlare con diversi nostri conoscenti». Giorgia non sente le parole esatte delle conversazioni «ma mi sono insospettita pensando comunque che fosse accaduto qualcosa di importante». L'unica ammissione di Valerio concerne infatti la botta in testa data da Paolo Pirino. Alle 3 della notte Giorgia chiede di essere accompagnata a casa, «ma Valerio mi chiedeva di andare a dormire con lui in un hotel perché a casa era meglio non tornarci». Nella stanza 103, registrata a nome della ragazza, nasce una discussione: Giorgia insiste per conoscere la verità, ma lui continua a minimizzare. «Ho fatto un casino - le racconta - ho esagerato». La mattina la sveglia suona presto e alle 7.30 i due fidanzati escono dall'hotel perché Valerio deve andare a lavorare in pasticceria. Ma qui non regge la tensione, dice al proprietario di sentirsi male ed esce a mezzogiorno. Va a prendere Giorgia a casa sua e insieme raggiungono un ristorante di Trastevere. «Abbiamo mangiato fino alle 16.30 circa. Poi siamo tornati a Casalmonastero e ci siamo divisi». L'ora della verità scocca alle 20.30: «Ci siamo nuovamente incontrati insieme ai nostri amici Manuel e Cristian. Manuel mi ha raccontato dell'accaduto e allora chiedevo spiegazioni a Valerio». A questo punto Valerio confessa senza però scendere nei dettagli e chiede a Giorgia di «tornare con lui in albergo per fargli compagnia». Lei rifiuta, insiste col suggerirgli di andare a costituirsi e poi lo accompagna «al Cervara Hotel Park sito in via di Tor Cervara, dove precedentemente, su indicazione di Valerio, prenotavo a mio nome e con un mio documento, una stanza. La stanza assegnata è risultata la numero 103». Nel frattempo la polizia, allertata dal fratello di Valerio che era andato a denunciarlo in commissariato, rintraccia Valeria che fornisce «le indicazioni dell'albergo dove potevano rintracciare Valerio». Giorgia precisa, inoltre, che «Valerio mi ha raccontato l'accaduto dicendomi che era in compagnia di Paolo Pirino. Non mi ha specificato le motivazioni per le quali ha sparato. Mi ha solamente detto che il suo intento era quello di spaventare e non di uccidere». --Gra. Lon. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI