Va al processo e si finge religioso dei Caraibi
Fabrizio Merlisannazzaro. Presentarsi in aula vestito da prete, millantando di essere sacerdote di una fantasiosa "Chiesa missionaria anglicana dei Caraibi e della Nuova Granada" non ha giovato alla sua credibilità. Per questo, da parte offesa, si è trasformato in possibile indagato.«sono padre claudio»Davanti al giudice Pasquale Villani, Claudio G.53 anni, di Casei Gerola si è presentato in abito talare e in veste di parte offesa. Il processo era a carico di tre persone accusate di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. La ricostruzione si basava sulla querela sporta dal sedicente prete. In sintesi, Claudio G., il 13 maggio 2015, si era spacciato per ingegnere dell'Eni promettendo a un tizio un ingente quantitativo di materiale ferroso a prezzo di favore, riscuotendo sull'unghia 6.390 euro. Il giorno successivo, sopravvalutando le proprie doti, aveva ricontattato il "pollo" dandogli appuntamento davanti alla raffineria di Sannazzaro per la vendita di un secondo carico.Ma il truffato, non solo non aveva ricevuto il materiale acquistato, ma aveva scoperto che il suo interlocutore, oltre a non essere ingegnere, campava di espedienti. Così si era presentato al secondo appuntamento, ma insieme a un amico.una giornata duraSempre secondo il racconto della parte offesa, il "pollo", il suo amico e poi una terza persona lo avevano portato a casa a recuperare parte del bottino della truffa, e poi a casa di un complice con il quale si era spartito la somma. Il tutto intervallato da intense sessioni di sberle, insulti e minacce. L'espiazione era durata un giorno intero, tra Casei, Dorno e Voghera e alla fine Claudio G. era stato lasciato libero di tornare a casa. Qui, era andato dai carabinieri e aveva denunciato - e riconosciuto in alcune foto -i tre presunti autori del reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Ma i tre, una volta a giudizio, sono stati assolti e il giudice Villani, nelle motivazioni appena depositate, spiega che il racconto della parte offesa è pieno di contraddizioni. Il fatto di avere ammesso, in aula, di essere «un professionista della truffa» non gli ha giovato. Nè il fatto di essersi presentato in clergyman, citando un'evocativa chiesa caraibica «con sede in Colombia e registrata in Florida». Il giudice non gli ha credito e ha restituito gli atti al Pm per verificare le false attestazioni sulla propria identità. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI