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Maria FioreVOGHERA. Il fiume di acqua e fango ha travolto le piazze e le strade, insinuandosi nelle case e nella vita delle persone, poi in silenzio si è ritirato. Lasciando, come un ladro in fuga dopo un'incursione, solo devastazione. Sulla linea che collega Tortona a Casteggio, dove Lombardia e Piemonte si incontrano, è rimasta un'unica cintura di fango e detriti. La bomba d'acqua che tra domenica e lunedì sera si è abbattuta, a più riprese, su Oltrepo e Tortonese lascia ancora aperta la conta dei danni. Che sono ingenti, tra frane, sottopassi e cantine allagate, black out, negozi e fabbriche chiuse, uffici e banche in tilt, piazze e strade lastricate di terra, ponticelli che non hanno retto alla furia di piccoli ruscelli che la pioggia torrenziale e la scarsa manutenzione dei fossi ha trasformato in giganti d'acqua. al lavoro dall'albaCome il rio Ca' Garello, tra Salice e Rivanazzano, che gonfiandosi ha sommerso il centro del paese, tra piazza Papa Giovanni XXIII, via Leidi, corso Repubblica, via Colombo, riempiendo di fango i giardini e i giochi dei bambini. «Stiamo spalando melma dall'alba - dice Salvatore Di Giovanni, gestore del locale Il Centro, con stivali e tubo di gomma per lavare via la terra -. Adesso affrontiamo l'emergenza, poi si vedrà». Le amministrazioni si sono già attivate, offrendosi di fare da tramite tra i cittadini e la Regione, per provare a ottenere qualche risarcimento. «Fate foto delle vostre cantine e dei mobili rovinati, poi mandatecele», dicono i sindaci di Casteggio, Rivanazzano, Codevilla, Torrazza. «Anche perché per i danni da alluvione le assicurazioni non sempre pagano», sostiene Jacopo Lucchese, del Mauri's Bar a Rivanazzano, mostrando la cantina con un metro d'acqua e il locale lastricato di fango. rabbia e solidarietàTra Rivanazzano e il Tortonese, la fascia più colpita, la frustrazione si trasforma in solidarietà. La rabbia in coraggio. A Monleale un anziano è stato soccorso dai vigili del fuoco, mentre era in auto, e portato in salvo. A Casalnoceto, dove sono stati quantificati almeno un milione di euro di danni, le strade si attraversano a fatica, per la melma che le ricopre. «Non appena finiamo qui andiamo a dare una mano, sono messi peggio di noi», dicono a Rivanazzano due uomini che stanno ripulendo un cortile con il badile in mano. Tanti si attivano con mezzi propri, chi ha un escavatore lo mette a disposizione, quelli che hanno finito di togliere l'acqua dalla propria cantina vanno dai vicini a dare una mano. A tirare via l'acqua e il fango anche con le scope. «Gli amici e i privati hanno fatto tantissimo - conferma Leonardo Rizzotti, responsabile dello stabilimento Bormioli, lungo la strada per Casalnoceto, da lunedì pomeriggio protetta da una barriera di sacchi -. Andrea Bottini, imprenditore della Intek, si è attivato con un suo mezzo e ci ha aiutato a togliere il fiume d'acqua che era entrato in fabbrica». L'azienda è rimasta ferma per diverse ore. fossi ostruitiLungo la strada per Retorbido, verso Codevilla, colpisce la situazione della rivendita di materiali edili dei fratelli Tedesco. Qui il fango ha riempito, per quasi un metro, l'ampio cortile e parcheggio. Tutta la famiglia è al lavoro. Il pavimento della casa, che si trova di fianco all'attività, è ricoperto di terra. «Non abbiamo visto nessuno, ci stiamo arrangiando - dice Onofrio Tedesco, con voce amara, mentre con il badile cerca di allontanare il fango dalla merce. In questo punto, sulla Bressana-Salice, nel comune di Retorbido, non è la prima volta che la terra dei campi fuoriesce e trasforma la strada nel letto di un fiume. «Colpa dei fossi ostruiti ma anche di un tubo che convoglia l'acqua, troppo piccolo - dice Tedesco -. La Provincia deve intervenire installando un tubo più grande. Sono disposto anche a farlo a mie spese». Il copione si è ripetuto poco distante, alla rotatoria che porta a Codevilla e Torrazza Coste. Qui una frana sulla strada provinciale da Pragate verso Molino Giarelli ha chiuso in parte la carreggiata. Si spala a VogheraTra via Sicilia e Strada Ferretta, al confine con Rivanazzano, i vogheresi hanno dovuto fare i conti con il fango, entrato nei cortili e nelle cantine delle villette. La protezione civile ha fatto il possibile per eliminare l'acqua e distribuire i sacchi di sabbia. «In casa è entrato un vero e proprio fiume, tutto ciò che era nelle cantine è da buttare- dicono i residenti -. C'era stata un'allerta, bisognava intervenire prima». In via Sicilia un'anziana di 95 anni ha dovuto lasciare la sua casa e ora è ospite della figlia. E sott'acqua è finito anche il canile Enpa di Strada Folciona. I volontari della Croce rossa hanno lanciato l'appello per una raccolta urgente di coperte, piumoni, indumenti caldi, lenzuola e asciugamani. Si poteva fare di più?«Il pluviometro di Codevilla attesta che tra sabato sera e lunedì sera sono caduti 180 millimetri d'acqua, un quarto di quella che cade in un anno», spiega il sindaco Marco Dapiaggi, allargando le braccia. A Casteggio la bomba d'acqua ha costretto a chiudere un tratto della tangenziale verso Voghera, dal bivio "Fogliarina" a quello dell'Iper: l'acqua tracimata dai campi ha invaso la carreggiata, allagando il sottopasso di Montebello e quello che porta al centro commerciale. Due auto sono rimaste bloccate. In città il fango è arrivato fino in piazza Cavour, invadendo anche altre vie del centro e le zone collinari. Qui l'amministrazione ha attivato una unità di crisi locale. --(hanno collaborato Oliviero Maggi e Alessamdro Disperati)