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Scuola, il casoIl dramma di Milanoe quelle dita puntateCon 30 anni di esperienza alle spalle, mi sento di spendere due parole su quello che è accaduto venerdì in una scuola elementare di Milano, dove un bambino di 6 anni è precipitato nella tromba delle scale per 11 metri. Si fa in fretta a puntare il dito. Subito la colpa ricade su collaboratori scolastici e insegnanti. Ma sfido chiunque a passare un'intera giornata in una scuola per rendersi conto di come, grazie ai tagli, siamo ridotti all'osso. Turni massacranti dovuti ad assenze di personale, che viene sostituito solamente dopo 15 giorni di malattia, costretti a recarsi al lavoro con febbre e malessere per non sobbarcare il collega.Non ci si rende conto che abbiamo a che fare con bimbi e adolescenti che non sono più come una volta. Incantati tutta una giornata davanti a videogiochi, a volte anche violenti. Qui non si tratta più di marachelle degli anni che furono, ma di vere e proprie sfide al destino. Dalle materne alle superiori, ogni scuola ha i suoi problemi. Una collaboratrice con a volte cento bambini a cui badare - chi piange, chi deve andare in bagno, un continuo susseguirsi di chiamate - costrette a correre di qua e di là, termometri alla mano, cacche addosso, vomiti. Insegnanti costretti a rieducare bambini alle volte maleducati, senza regole... vi assicuro non è semplice. Una materna di 150 bimbi con tre collaboratori, provare per credere. Te la fanno sotto gli occhi, chi più scaltro, chi soggiogato da altri per non essere di meno. Si fa in fretta, colpa di qui colpa di là, ma prendetevela con chi sta seduto là...Katia Magrotti.collaboratrice scolastica, PaviaIl dibattitoErdogan per meè come MilosevicRitengo riprovevole e aberrante quanto sta accadendo in Siria al confine con la Turchia, dopo il ritiro del contingente americano deciso dal presidente Trump.Il quale ha permesso al califfo ottomano Erdogan di perseguire un genocidio contro l'eroico popolo curdo, schieratosi in prima linea a contrastare l'espansionismo sanguinario dello stato islamico dell'Isis mentre la Turchia, palesemente indifferente con i tagliagole di Abu Bakr Baghdadi, se ne stava tranquillamente a osservare. Non di meno ritengo riprovevole l'inetto comportamento dell'Onu e dell'Unione Europea, un odioso tergiversare sulle sanzioni da adottare contro la Turchia.Turchia che incoerentemente vorrebbero accogliere nell'Unione europea.Un comportamento diverso rispetto a quello adottato nei confronti della Russia dopo l'ingerenza militare in ucraina nella regione del Donbass, dove le sanzioni furono tempestive.Palesemente due pesi e due misure, dovuto sostanzialmente al fatto che la Turchia fa parte della Nato ed è un partner commerciale e strategico troppo prezioso tanto per gli americani quanto per l'Europa. Pertanto al diavolo il povero popolo curdo, figlio di nessuno, vergognosamente dimenticato.Mi auguro che Erdogan venga perseguito e condannato per crimini contro l'umanità dal tribunale dell'Aja, poiché non dissimile dell'allora presidente serbo Milosevic.Marco Passaro . Lardirago