Alunno precipita dalle scale È gravissimo, choc a scuola

Chiara BaldiMILANO. Fuori dalla scuola elementare Giovanni Battista Pirelli di Milano le mamme si scambiano sguardi preoccupati, c'è qualche capannello di genitori che parla sottovoce, in segno di rispetto, non c'è caos, la frase più ricorrente è «speriamo bene». «Speriamo bene» per il bimbo italiano di cinque anni che ieri mattina ha fatto un volo di undici metri nell'androne delle scale della scuola. Le mamme della Pirelli si sono precipitate dal lavoro o da casa per venire a controllare che i loro bimbi stessero bene, sono arrivate insieme alle volanti dei Carabinieri. Alcune hanno deciso di portare i propri figli a casa, in anticipo rispetto alla fine delle lezioni alle 16.30. «Mio figlio, che frequenta la quarta C, mi ha detto che non ha sentito niente, e ha pure la classe sopra quella del bimbo», dice una delle mamme mentre si tocca le mani in modo nervoso. L'amica le fa eco: «È incredibile che sia successa una cosa così, ma per fortuna i bimbi non si sono accorti di nulla. Anche se poi hanno visto tutto il trambusto di volanti e ambulanze e si sono un po' impressionati. Ma stanno bene, sono solo preoccupati per il loro amico». Il bambino, che frequenta la prima elementare, è volato dal secondo piano al seminterrato dell'istituto, per oltre undici metri. L'incidente è successo ieri mattina, intorno alle 9.45 e, stando alla ricostruzione dei Carabinieri di Milano, intervenuti pochi minuti dopo, stava rientrando in classe dal bagno quando si è arrampicato sulla ringhiera che protegge dal vuoto e da lì è scivolato nel vuoto.Ora il piccolo è ricoverato in gravi condizioni nel reparto di Neurorianimazione dell'Ospedale Niguarda - il più vicino alla scuola - dove ieri, in tarda mattina, è stato portato dalle ambulanze del 118 e dove è stato subito sottoposto a un intervento chirurgico molto delicato per ridurre la pressione intracranica provocata dallo schianto. Oltre a un trauma cranico «severo», come è stato definito dall'Ospedale, l'alunno ha riportato anche lesioni interne - un rene "fratturato" e la milza compromessa - e il bacino completamente rotto: il bimbo è in pericolo di vita. Fuori dal Blocco Dea dell'Ospedale Niguarda i genitori con una decina di amici e conoscenti si chiedono come sia stato possibile. Qualcuno mormora «chi ha visto qualcosa di quello che è successo deve dirlo, vogliamo capire cosa è accaduto».Intanto la Procura di Milano ha aperto un fascicolo per il reato di lesioni gravi e nelle prossime ore potrebbero esserci i primi indagati. L'ipotesi su cui il magistrato che si occupa del caso, Francesco Ciardi, sta lavorando è l'omessa vigilanza sul bimbo da parte di maestre e collaboratori scolastici, a quell'ora presenti nell'edificio. Sono al vaglio degli inquirenti il regolamento dell'istituto e le normative, anche quelle interne, che riguardano la responsabilità sulla vigilanza degli alunni.Sembrerebbe invece sfumata l'ipotesi avanzata in un primo momento, e cioè che il bimbo possa essere scivolato passando attraverso le sbarre della ringhiera, che ora, insieme a tutta l'area delle scale è stata sottoposta a sequestro. La Procura ha accertato che i tiranti - cioè le sbarre della balaustra - distano 12 centimetri l'una dall'altra: uno spazio insufficiente per far sì che il corpo di una persona di cinque anni possa passarci attraverso. Sulla stessa ringhiera, poi, la polizia scientifica ha effettuato dei rilievi da cui però non sono emerse irregolarità.In un primo momento si era anche ipotizzato che il parapetto da cui il bimbo è scivolato fosse troppo basso e quindi poco sicuro, ma sia le forze dell'ordine che alcune mamme fuori dalla scuola hanno ribadito che «la ringhiera è piuttosto alta, persino per un adulto, per cui è da escludere che il bimbo abbia potuto scavalcarla con una gamba». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI